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Elettroni più pesanti e veloci

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In particolari condizioni, gli elettroni che si muovono in alcuni materiali si comportano come se fossero molto più massicci degli elettroni liberi e nello stesso tempo hanno la velocità tipica dei superconduttori.

La ricerca, pubblicata su Nature, è opera di un team di fisici della Princeton University, del LANL e dell'UC Irvine coordinati da Pegor Aynajian. Il team è riuscito, grazie a misure sperimentali e modelli teorici, a spiegare come mai gli elettroni di certi solidi si comportino come particelle con massa migliaia di volte più grande di quella tipica degli elettroni liberi. Lo strano comportamento, noto da almeno trent'anni, era finora sfuggito a ogni spiegazione perché mancavano gli strumenti per riuscire a connetterlo con il fenomeno della superconduttività. Grazie a una particolare apparecchiatura, messa a punto nel corso degli ultimi anni, i fisici sono riusciti a visualizzare le onde associate agli elettroni in un cristallo e osservare i loro cambiamenti quando la temperatura veniva ridotta.

All'origine dello strano comportamento degli elettroni vi sarebbe il fenomeno quantistico dell'entanglement, il fatto cioè che secondo la meccanica quantistica possano esistere sistemi costituiti da due particelle – anche fisicamente separate – nei quali lo stato quantistico di una di esse influenza istantaneamente lo stato dell'altra. La possibilità di governare questo fenomeno quantistico aprirebbe la strada a cambiamenti radicali nell'efficienza dei sistemi elettrici aumentando incredibilmente la velocità dei computer.

Princeton University

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Fisica

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Quando la scienza deve parlare: l'ecocidio nella Striscia di Gaza

Gaza a febbraio 2025

Parlare di ambiente mentre a Gaza si consuma una catastrofe umanitaria può sembrare inappropriato. Eppure la distruzione ecologica è parte integrante della violenza, perché acqua, suolo e aria contaminati e compromessi prolungano nel tempo i danni alla salute e alla vita delle comunità. Il concetto di ecocidio offre una chiave per comprendere la portata strutturale del disastro e le responsabilità che ne derivano. E anche per questo la comunità scientifica è chiamata a documentare e denunciare ciò che accade.
 

In copertina: Gaza City a febbraio 2025. Crediti: Jaber Jehad Badwan/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0

Può apparire fuori luogo parlare di ecologia di fronte al disastro umanitario nella Striscia di Gaza, una tragedia immane che non è certo il risultato di eventi ‘naturali’. Le operazioni condotte dalle Israel Defense Forces (IDF) sono al centro di accuse di genocidio all’esame della Corte Internazionale di Giustizia, mentre davanti alla Corte Penale Internazionale sono in corso procedimenti nei confronti di esponenti del governo israeliano per presunti crimini internazionali.