fbpx Svelata la comunicazione dei sensi | Page 7 | Scienza in rete

Svelata la comunicazione dei sensi

Read time: 2 mins

Ricercatori dell'NBT - dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia - hanno descritto i circuiti di comunicazione dei sensi nel cervello, con un lavoro pubblicato sulla rivista Neuron, aprendo la strada allo sviluppo di interfacce elettroniche per la riparazione cellulare del cervello. Lo studio si è cncentrato sulle aree sensoriali, scoprendo che sono in competizione tra di loro e che la loro attivazione segue una precisa gerarchia e specifici canali di comunicazione.
In particolare, i singoli gruppi neurali che ricevono e gestiscono le informazioni provenienti da udito, tatto o vista possono inibire o stimolare l’attività elettrica di un altro gruppo, in modo che la comunicazione delle aree sensoriali verso quelle delle decisioni motorie sia preclusa o favorita solo per alcuni sensi. Questa forma di influenza reciproca è regolata dal rilascio di neurotrasmettitori inibitori da parte dei neuroni nella corteccia uditiva, ad esempio, verso i microcircuiti neurali di tatto e vista. Viceversa, i neuroni dedicati all’elaborazione visiva inibiscono le aree corticali acustiche, mentre stimolano le aree corticali che elaborano il senso del tatto.

"Nella nostra ricerca - ha spiegato il dott. Paolo Medini, tem leader del Dipartimento NBT - abbiamo preso come modello il sistema visivo dei topi. Grazie all’applicazione di metodi di registrazione e stimolazione dei neuroni ad alta risoluzione temporale e spaziale, siamo riusciti a identificare con precisione i circuiti e le cellule che mediano gli effetti inibitori di un’area sull’altra".

I microcircuiti lungo cui avviene la comunicazione dei gruppi neuronali sono stati esplorati con le tecniche optogenetiche, che uniscono l’esattezza di una modificazione genetica alla semplicità della fotostimolazione. I neuroni appartenenti a diversi gruppi sono stati modificati geneticamente, in modo da esprimere una proteina fotosensibile che, una volta stimolata dall’esterno con fasci luminosi, innesca l’attività elettrica nella specifica area sensoriale. 

Oltre alla riparazione di danni neuronali, la ricerca apre la strada alla comprensione delle modificazioni che avvengono nel cervello a seguito di deprivazioni sensoriali profonde, quali la cecità o la sordità: "Il prossimo passo della nostra ricerca sarà di approfondire la conoscenza di come i circuiti neurali si riorganizzano in mancanza di un senso e quindi di intervenire con dispositivi artificiali" - conclude Medini.

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Gli Usa sono fuori dall’Oms: che cosa succede ora?

Immagine del simbolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sullo sfondo di una bandiera statunitense

Il ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall’Oms, divenuto effettivo il 26 gennaio 2026, apre una fase di forte incertezza per l’agenzia delle Nazioni Unite, che si trova a fare i conti con un grave deficit di bilancio e con pesanti tagli al personale. La riduzione dei finanziamenti, aggravata dal più ampio definanziamento dell’aiuto pubblico allo sviluppo, rischia di avere effetti drammatici soprattutto nei paesi a basso reddito, con milioni di decessi aggiuntivi entro il 2030 secondo uno studio pubblicato su The Lancet Global Health. Ma non mancheranno conseguenze negative anche per i paesi ricchi, Usa inclusi. L’Oms punta ora su un rafforzamento dei contributi obbligatori e su un maggiore impegno per l’indipendenza e la stabilità finanziaria.
Immagine realizzata con ChatGPT.

Che cosa succede all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ora che gli Stati Uniti si sono chiamati fuori?

Se ne discute da oltre un anno, ovvero da quando Trump ha annunciato il ritiro dall’organizzazione mondiale, diventato ufficiale il 26 gennaio 2026. Il 2 febbraio scorso il tema è stato affrontato anche dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha aperto i lavori della 158esima sessione del Consiglio Esecutivo dell’organizzazione presentando il 2025 come un anno “di contrasti netti”.