fbpx Una App per segnalare terremoti | Page 24 | Scienza in rete

Una App per segnalare terremoti

Read time: 2 mins

L'Istituto di metodologie per l'analisi ambientale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Imaa Cnr -  centro di competenza della Protezione civile per il trattamento dei dati geospaziali - apre al pubblico il suo sistema informativo territoriale, coinvolgendo i cittadini nell'acquisizione di dati e immagini sui luoghi colpiti dal terremoto.
Il gruppo di ricerca geoSDI dell'Imaa si occupa di realizzare e distribuire sistemi software geospaziali web based, con tecnologia open source. Da pochi giorni il team geoSDI ha reso disponibile in rete sul sito dedicato al progetto  una applicazione Android geoSDIcollect che consente a chiunque abbia uno smartphone android, dotato di fotocamera e ricevitore GPS, di segnalare un punto di interesse, scattare una foto ed associare posizione e notizie relative a un terremoto (tipo di danno, numero coinvolti, note, etcc). L'applicativo permette di rilevare in pochi secondi un punto, di archiviarlo e di inviarlo al sistema che lo pubblica e lo rende immediatamente visibile in mappa e quindi utile alla community.

"Ogni smartphone Android o iPhone presente nelle aree colpite, se dotato di Gps (Global positioning system) e camera fotografica, può trasformarsi in un terminale in grado di inviare immagini e dati con riferimenti spaziali e cronologici precisi" - ha spiegato Dimitri Dello Buono dell'Imaa-Cnr, che dirige il team di 'GeoSdi' - "Crolli, danneggiamenti, situazioni di difficoltà, potranno così essere segnalati e diventare parte del sistema informativo in tempo reale"

Questo sistema consentirà quindi di visualizzare le segnalazioni dei singoli cittadini, unite ai dati sismici aggiornati, sui layer tipici della cartografia digitale (ortofoto, stradario, carte Igm, reti, modelli Dem) con gli stessi criteri di navigazione delle applicazioni cartografiche on-line di Google.
GeoSDI diventerà presto uno spin-off da ricerca, collaborando direttamente con il colosso Google di Mountain View, che ha deciso di puntare sul lavoro dei ricercatori italiani per aggiungere nuove funzionalità alle sue applicazioni di cartografia on-line.

 

Per collaborare a testare il sistema e conoscere i dati inerenti al sisma in Emilia:
geoportale pubblico - login: demo; password: demo). 
Per scaricare l'app per gli smartphone android
Per accedere alla pagina del blog e dei commenti

 

Fonte: Ufficio Stampa Cnr; Dimitri Dello Buono, Imaa Cnr

 

 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
CNR

prossimo articolo

Disforia a esordio rapido: contagio sociale o panico morale?

simbolo e colori persone trans

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.

Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no