fbpx Il peso dell'asteroide | Page 3 | Scienza in rete

Il peso dell'asteroide

Read time: 2 mins

Grazie ad accurate misurazioni radar e alla valutazione di come la spinta della radiazione solare influisca sull'orbita, un astronomo del JPL è riuscito a determinare la massa dell'asteroide 1999 RQ36.

Il peso dell'asteroide si aggira intorno ai 60 milioni di tonnellate, poca roba per un oggetto di mezzo chilometro di grandezza. Fatti due conti, infatti, risulta che la sua densità è più o meno come quella dell'acqua, dunque la struttura deve essere particolarmente porosa. Stando alle valutazioni che Steve Chesley (JPL) ha presentato al recente Meeting giapponese di Niigata, insomma, 1999 RQ36 – un asteroide della classe Apollo scoperto una dozzina d'anni fa e che periodicamente attraversa l'orbita della Terra – è un mucchio di detriti poco compattati tenuti assieme dalla mutua gravità.

Per giungere alla sua stima, Chesley ha utilizzato le accurate misurazioni orbitali dell'asteroide raccolte sia dal radiotelescopio di Arecibo che dal Goldstone Solar System Radar nel deserto californiano. Era però necessario conoscere anche con precisione ogni possibile perturbazione dell'orbita di 1999 RQ36, tra le quali anche il leggerissimo ma costante influsso della radiazione solare. Gli astronomi lo chiamano effetto-Yarkovsky (dal nome dell'ingegnere russo che per primo ne propose l'esistenza) e la sua valutazione è piuttosto complessa. Per tenerne conto in modo corretto, l'astronomo del JPL ha fatto ricorso alle osservazioni del telescopio spaziale Spitzer che gli hanno permesso di valutare come la superficie dell'asteroide rispondesse all'irraggiamento solare.

Mettendo tutto quanto assieme Chesley è finalmente giunto alla stima finale. La correttezza di questo risultato la si potrà verificare sul campo quando l'asteroide verrà visitato dalla sonda OSIRIS-REx il cui lancio è previsto nel 2016.

JPL

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.