fbpx Ripristinato radiotelescopio a Noto | Scienza in rete

Ripristinato radiotelescopio a Noto

Read time: 2 mins

Il radiotelescopio dell’INAF situato a Noto (SR) ha ripreso a lavorare, dopo il ripristino dell’antenna parabolica di 32 metri in funzione da oltre 20 anni. Insieme a quello di Medicina, in provincia di Bologna, il radiotelescopio fa parte della rete di antenne per la radioastronomia EVN (European VLBI Network) che osserva in modo congiunto gli oggetti celesti come un’unica grande struttura sparsa per Europa, Asia e Sud Africa. Con il ripristino, il telescopio fa ora parte di e-VLBI, l’infrastruttura di ricerca europea all’avanguardia per la trasmissione digitale per la radioastronomia, grazie al collegamento in fibra ottica alla rete nazionale GARR. La rete che rende possibile l’invio di dati in tempo reale al centro di calcolo situato in Olanda, dove vengono correlati con i dati provenienti da tutta Europa e dal mondo.

«Era da parecchi anni che la comunità radioastronomica internazionale ci chiedeva di mettere a disposizione l’antenna di Noto per le osservazioni in tempo reale e-VLBI. Si tratta di un’antenna molto importante» - ha dichiarato Mauro Nanni dell’Istituto di Radioastronomia dell’INAF di Bologna - «sia perché è l’unica in Europa ad avere lo specchio primario dotato di superficie attiva, che consente all’antenna di operare con alta efficienza a frequenze superiori a 20 GHz, sia per la sua posizione all'estremo Sud del continente, che permette di avere una distribuzione delle antenne equilibrata in Nord-Sud ed in Est-Ovest con notevoli miglioramenti nella qualità delle osservazioni»

10Gbps è l’obiettivo da raggiungere per la capacità di collegamento tra Noto e la rete di e-VLBI – fino ad oggi pari ad 1 Gbps, circa mille volte la banda utilizzata per visualizzare un video in rete. La capacità del collegamento fra Noto e il resto di e-VLBI, che oggi lavora a 1Gbps (un gigabit al secondo, cioè circa mille volte la banda utilizzata per vedere un video in rete). Il raggiungimento del pieno regime per Noto sarà raggiunto presto all’interno della realizzazione del progetto Next Generation Network della ricerca GARR-X, oggi già in fase avanzata. È inoltre attesa nei prossimi mesi l'inaugurazione dell’ antenna SRT (Sardinia Radio Telescope) di 64m che si sta ultimando in Sardegna nei pressi di Cagliari e che dovrà essere dotata di un collegamento in fibra ottica ad altissima velocità verso la rete della ricerca.

Autori: 
Sezioni: 
INAF

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.