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Primi dati dell'INGV

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Secono i primi dati diffusi dall'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia il sisma avverito questa notte nelle regioni del nord Italia è stato di magnitudo (Ml) 5.9 ed è stato registrato alle ore 04:02 italiane. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico Pianura Padana Emiliana. L'epicentro è stato individuato alle coordinate: 44.89°N, 11.23°E, con una profondità di 6,3 Km

Figura 1. Localizzazione epicentrale del terremoto del 20 Maggio M5.9

I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione.

Negli ultimi tre mesi l'area non è stata interessata da sismicità rilevante, così come nel periodo 2005-2012, secondo il Catalogo Iside, durante il quale si è registrata un’attività sismica scarsa e sporadica lungo la fascia in compressione al bordo della Pianura Padana. Tuttavia nelle ore precedenti la scossa di Ml 5.9, si è registrato un evento di Ml 4.1, all’incirca nella stessa area, alle 1:42. Sempre secondo l'INGV, il terremoto è avvenuto in una zona a bassa pericolosità sismica, sede tuttavia di alcuni terremoti storici di Magnitudo inferiore a 6. I cataloghi di terremoti non riportano storici significativi nel raggio di circa 30 km dall'epicentro. "Finora abbiamo rilevato 75 scosse, di cui 7 con magnitudo superiore a 4 e 23 scosse tra 3 e 4.Il terremoto e' molto superficiale: e' avvenuto nei primi 10 km della crosta terrestra, dunque l'effetto e' stato forte, soprattutto su edifici e abitazioni" - lo ha spiegato all'agenzia Adnkronos il sismologo Alessandro Amato, dell'Ingv -  "Non possiamo prevedere quante scosse e di quale intensita' potranno ancora interessare la stessa area. Ne' tantomeno possiamo escludere che il processo potra' portare all'attivazione di altre falde. Continuano le scosse di assestamento, che stiamo monitorando".

Eventi sismici della giornata sul sito dell'INGV

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Terremoto

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Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).