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Economia e riscaldamento

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La crescita economica incide sul riscaldamento globale? Non sembra lasciare molti dubbi a riguardo un recente studio dell’Università del Michigan che ha analizzato le variazioni di anidride carbonica atmosferica in relazione al variare del Prodotto Interno Lordo (PIL) mondiale. Negli anni di maggior sviluppo economico i ricercatori hanno infatti riscontrato i maggiori aumenti delle concentrazioni di CO2, unanimemente considerato il più importante dei gas serra. L’analisi, condotta da José Tapia Granados e Edward Ionides, in collaborazione con Oscar Carpintero dell’Università spagnola di Valladolid, è stata la prima ad utilizzare livelli misurabili di anidride carbonica atmosferica al posto delle meno accurate stime di emissioni di CO2.

Oltre alla crescita economica, Tapia Granados e colleghi hanno valutato l’impatto di altri fattori (ambientali e no) comunemente ritenuti responsabili delle variazioni di concentrazione di anidride carbonica, come eruzioni vulcaniche e aumento della popolazione mondiale. Tra tutti i fattori presi in esame, tuttavia, solo le variazioni di PIL hanno mostrato una forte relazione con le fluttuazioni di CO2. I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista online Environmental Science and Policy, pongono ancora una volta l’accento sulla necessità di un cambiamento nell’organizzazione economica a livello mondiale per mettere un freno ai cambiamenti climatici in atto.

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Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.