fbpx Cronologia più accurata | Page 4 | Scienza in rete

Cronologia più accurata

Read time: 2 mins

Nuove misurazioni del tempo di decadimento del samario porterebbero a rivedere la sequenza temporale degli avvenimenti che hanno caratterizzato l’alba del Sistema solare.

Il nuovo valore è stato ottenuto presso l’Argonne Tandem Linac Accelerator System (ATLAS) dal team coordinato da N. Kinoshita (University of Tsukuba) e i risultati sono stati pubblicati su Science. Rispetto al precedente valore di 103 milioni di anni, le nuove misure indicherebbero per il samario-146 un tempo di decadimento di 68 milioni di anni, dunque significativamente più breve.

Questo isotopo venne prodotto dall’esplosione di supernova che arricchì di materiali pesanti le polveri cosmiche da cui avrebbero poi preso forma i corpi del Sistema solare. Da tempo gli astrofisici sanno del lunghissimo tempo di decadimento del samario e per questo l’hanno abitualmente utilizzato quale marcatore degli avvenimenti primordiali del Sistema solare. La scoperta di un tempo di decadimento più breve, però, ora li obbliga a restringere la cronologia di quegli avvenimenti.

Comprimere la cronologia in un lasso di tempo più breve significa che i tempi di formazione planetaria debbano essere ridotti, il che comporta, per esempio, che le più antiche rocce terrestri devono essersi formate prima di quanto si è ritenuto finora. Secondo i ricercatori, la nuova scala temporale sarebbe in linea con le datazioni più recenti delle rocce lunari e verrebbero smussate alcune incongruenze con le datazioni ottenute attraverso altri isotopi.

Argonne National Laboratory

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Astronomia

prossimo articolo

A Santa Marta per dire addio alle fonti fossili ai tempi della crisi energetica

Nella bella cornice della città colombiana di Santa Marta si discute di come abbandonare carbone, petrolio e gas, strategia complessa soprattutto ora che è bastato chiudere Hormuz per prenderci alla gola. Non si tratta di una COP, e nemmeno di una semiCOP, ma di un processo previsto a Belem, che vede riuniti chi ci crede e pensa a come fare. Magari partendo dall'affrontare la questione del debito dei paesi che sono ricchi solo di queste fonti e non hanno altre risorse per ripagarlo.

A Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile si tiene la prima conferenza internazionale dedicata all’abbandono delle fonti fossili. Il contesto è noto: la guerra in Iran ha provocato il terzo shock energetico in meno di un decennio, dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. È l’ennesima crisi a mostrare la fragilità dei sistemi fondati su petrolio, gas e carbone: costosi, volatili, esposti ai conflitti, ostaggi della geopolitica, e dunque la necessità della transizione.