fbpx Celle solari fatte di luce | Page 2 | Scienza in rete

Celle solari fatte di luce

Read time: 1 min

La fondazione Cariplo ha premiato Luca Beverina, ricercatore di chimica organica del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca per aver innovato – con la collaborazione del ricercatore in chimica fisica Riccardo Ruffo - la tecnica di produzione delle celle solari organiche utilizzando la luce. Il quarto posto del Premio Cariplo “Ricerca di Frontiera” è stato assegnato nella Sala Tiepolo della Fondazione Cariplo, con un finanziamento previsto di 130 mila euro. L’idea di Beverina, sviluppata nel dipartimento di Scienza dei Materiali – con la collaborazione di Riccardo Ruffo, ricercatore in chimica fisica – consiste nell’utilizzare la luce sia come reagente fondamentale nella preparazione del la cella solare, sia come sorgente di alimentazione della stessa dopo la fase di assemblaggio.

Il progetto ExPhon (Exploitation of Self-Assembly and Photochemistry for the straightforward, low cost production of Nanostructured Organic Photovoltaic Devices) - di cui fa parte il lavoro di Beverina - si propone di ottimizzare il processo produttivo delle celle fotovoltaiche organiche, sfruttando le proprietà di reattività fotochimica e la capacità di auto assemblaggio dei materiali attivi originali. Utilizzare la luce come strumento per la realizzazione di una cella fotovoltaica, potrà portare a vantaggi in termini di aumento dell’efficienza di conversione di energia solare in elettrica – attestata al 10% - e di riduzione dei costi produttivi. 

Intervista a Luca Beverina

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Indice: 
Premi

prossimo articolo

Perché no? Un voto per la giustizia ma anche per la scienza

Il silenzio - con poche eccezioni - degli accademici italiani sul referendum sulla giustizia del 22-23 marzo è un errore politico: la riforma della magistratura non è una questione tecnica, ma parte di un progetto più ampio di controllo governativo sui poteri autonomi, università inclusa.

Questo intervento è motivato dal quasi totale silenzio degli accademici italiani rispetto al prossimo referendum sulla giustizia, che preoccupa come cittadino, ma anche proprio come accademico. La scelta referendaria del prossimo 22-23 marzo, dovrebbe essere evidente, non riguarda solo la separazione delle carriere e un pasticcio sugli organi di governo della magistratura, cosa già abbastanza grave in sé, ma è ispirata all'obiettivo ultimo di sottomettere la magistratura al governo in carica.