fbpx Ossigeno intorno a Dione | Page 27 | Scienza in rete

Ossigeno intorno a Dione

Read time: 1 min

Gli strumenti a bordo della sonda Cassini, in orbita dal 2004 nel sistema di Saturno, hanno permesso di scoprire una tenue atmosfera intorno a un altro satellite: dopo Rea, infatti, è la volta di Dione e del suo rarefatto involucro di ossigeno. La scoperta, pubblicata su Geophysical Research Letters, è opera di Robert Tokar (Los Alamos National Laboratory) e dei suoi collaboratori che, insospettiti dalla presenza di ozono rilevata dal telescopio spaziale Hubble, hanno tenuto d'occhio con particolare attenzione ciò che accadeva durante il flyby di Dione nell'aprile 2010. Come sperato, in tale circostanza lo spettrometro al plasma della sonda (CAPS – Cassini Plasma Spectrometer) rilevava intorno al satellite la presenza di ioni di ossigeno.

Il gas è davvero rarefatto – 90 mila atomi ogni metro cubo – con una concentrazione dunque paragonabile a quella che si può misurare nella nostra atmosfera a 480 chilometri di quota. Ancora non è chiaro quale sia la sua provenienza. Una possibile spiegazione chiama in causa i fotoni solari e le particelle cosmiche che, colpendo la superficie ghiacciata del satellite, liberano molecole di ossigeno. Sul banco degli imputati, però, siede anche l'intensa magnetosfera di Saturno e l'intenso flusso di particelle cariche che costantemente essa scaglia contro la superficie di Dione. Non si può comunque escludere che possa essere attivo anche qualche processo di tipo geologico.

NASA  -  Los Alamos Laboratory

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Fotoni come neuroni, una ricerca italiana a cavallo di due Nobel

Una ricerca italiana pubblicata su Physical Review Letters dimostra che circuiti fotonici quantistici si comportano spontaneamente come reti neurali. E apre un varco tra due delle scoperte premiate con il Nobel per la Fisica in anni recenti — proprio mentre Giorgio Parisi, nell'ultimo suo libro, ci invita a cercare le simmetrie che la natura nasconde sotto la superficie apparente delle cose.
Immagine: 
Sistema fotonico per simulare reti neurali, CNR.

Da tempo la fisica teorica trova interessanti punti di contatto fra  sistemi fisici complessi come i magneti disordinati, i vetri di spin, i fluidi turbolenti e ciò che fa il cervello quando recupera un ricordo. Un nuovo studio pubblicato su Physical Review Letters il 18 febbraio 2026 conferma questo suggestivo parallelismo studiando la luce — quella quantistica, fatta di fotoni identici che interferiscono tra loro.