fbpx Marker per la diagnosi dei carcinomi | Page 19 | Scienza in rete

Marker per la diagnosi dei carcinomi

Read time: 2 mins

Il The Journal of Clinical Investigation pubblica una ricerca dell’ Ieos-Cnr di Napoli in cui viene identificato un nuovo marker per la diagnosi e la prognosi del tumore al polmone. Il gruppo di ricerca, guidato da Alfredo Fusco, direttore dell'Istituto di endocrinologia ed oncologia sperimentale del CNR di Napoli, ha confermato il ruolo del gene cbx7 in numerosi casi di tumori maligni. Numerose evidenze scientifiche suggerivano già che il gene cbx7 fosse un oncosoppressore, la conferma definitiva però è arrivata grazie a questo studio finanziato dall' Airc. Inoltre è stato individuato anche un possibile bersaglio terapeutico, la ciclina E, una proteina che interviene nella progressione del ciclo cellulare. “Utilizzando dei topi knock out, nei quali il gene viene reso non funzionante, abbiamo dimostrato che l'assenza di cbx7 determina lo sviluppo di adenomi e carcinomi polmonari , ha spiegato Fusco, il meccanismo alla base di tali neoplasie coinvolge, la ciclina E, una proteina la cui espressione è regolata negativamente da cbx7. L'aspetto importante della nostra ricerca è aver dimostrato che meccanismi molto simili a quelli identificati nel topo sono alla base anche dello sviluppo dei carcinomi polmonari umani”. Il team di Fusco, in collaborazione con l’Università degli Studi di Triste, lavorava già da tempo sulle High Mobility Group A(Hmga), proteine che regolano l’espressione di numerosi geni e rivestono un ruolo determinante nello sviluppo dei tumori. Nei tumori più aggressivi infatti vi è un elevata espressione di questa proteina.  Le proteine Hmga interagiscono con cbx7 che, sorprendentemente, si comporta in maniera opposta: la sua espressione è ridotta nei tumori tiroidei, del colon e pancreas, e la sua assenza si verifica nelle neoplasie più invasive e a ridotta sopravvivenza. “Tuttavia per validare tale ruolo la comunità scientifica richiedeva la conferma sui cosiddetti topi ‘knock out’, la cui caratterizzazione è stata oggetto della recente pubblicazione e del tenace ed entusiastico lavoro di molti giovani ricercatori”, conclude Fusco. “Pertanto questi studi indicano cbx7 come un eccellente marcatore per la diagnosi e la prognosi dei carcinomi del polmone e di altri organi, e identificano la ciclina E come possibile bersaglio terapeutico nelle neoplasie polmonari”.



Autori: 
Sezioni: 
Tumori

prossimo articolo

Infermiere e infermieri, colonne portanti di Medici Senza Frontiere

Ettore Mazzanti del consiglio direttivo di MSF

Da aprile, a guidare Medici Senza Frontiere sono due infermieri, Martina Marchiò ed Ettore Mazzanti.  Segno di un modello in cui la professione infermieristica è centrale non solo nella cura, ma anche nella gestione delle emergenze e nel coordinamento dei progetti umanitari. Dalle guerre alle epidemie, dalle crisi nutrizionali ai campi profughi, l’esperienza maturata sul campo da infermiere e infermieri di MSF diventa un patrimonio di competenze cliniche, organizzative e relazionali che può arricchire anche il sistema sanitario italiano.

La sezione italiana di Medici Senza Frontiere ha recentemente rinnovato il proprio consiglio direttivo, affidando i ruoli di presidente e vicepresidente a due infermieri, Ettore Mazzanti e Martina Marchiò. È una scelta che non rappresenta un’eccezione all’interno dell’organizzazione, ma che riflette una caratteristica strutturale di MSF: la posizione centrale della professione infermieristica non solo nell’assistenza clinica, ma anche nella gestione dei progetti umanitari e nel coordinamento operativo sul campo.