fbpx I viaggi del mercurio | Page 2 | Scienza in rete

I viaggi del mercurio

Read time: 2 mins

Pesci e sedimenti marini contaminati dal mercurio vengono trovati anche in luoghi molto distanti dagli scarichi industriali. Una spiegazione di questo fenomeno viene suggerita da uno studio condotto da Seth Lyman e Daniel Jaffe dell’Università di Washington Bothell. I ricercatori hanno elaborato un modello che ribalta le attuali convinzioni secondo cui i vapori di mercurio presenti negli scarichi industriali si disperderebbero negli strati più alti dell’atmosfera. Dai nuovi dati è emerso che il mercurio va incontro a una serie di processi chimici, diventa ossido mercurico (HgO) e ossido mercuroso (Hg2O) e in questa forma ricade al suolo, entrando nella catena alimentare.

Lo studio, pubblicato sulla versione online di Nature Geoscience, è basato sui rilevamenti aerei compiuti in Nord America ed Europa nel corso del 2010. Il metallo emesso in atmosfera si concentra nella fascia a cavallo tra stratosfera e troposfera, intorno a quindici chilometri d’altezza, e viene ossidato, divenendo parzialmente polare (che vuol dire? Spiega). In questo stato può interagire con le nuvole ed entrare nelle precipitazioni, depositandosi sulla terra o negli ecosistemi acquatici. Qui interagisce con la flora batterica, che lo trasforma in metilmercurio (CH3Hg), ed entra così nella catena alimentare. Attraverso questo modello è possibile spiegare l’origine delle contaminazioni da mercurio trovate nei pesci e nei sedimenti marini.

Le correnti atmosferiche, inoltre, possono trasportare questo metallo anche a migliaia di chilometri di distanza, con ripercussioni forti su ecosistemi diversi da quelli che lo hanno prodotto. Ciò significa che le emissioni di una qualunque industria possono inquinare zone molto lontane e totalmente inerti, come le barriere coralline o le foreste tropicali.

Le ripercussioni di questo studio interessano soprattutto le raffinerie e in generale tutte la industrie che sfruttano il carbone come combustibile.

Link: http://www.nature.com/ngeo/journal/vaop/ncurrent/full/ngeo1353.html

 

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Ambiente

prossimo articolo

Ora tocca a Cuba

disegno della bandiera di cuba su muro scrostato

Il presidente degli Stati Uniti ha già annunciato che il suo prossimo obiettivo sarà Cuba, in un modo o in un altro. L’isola, comunque subisce da 64 anni un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla salute dei suoi abitanti. L’inasprimento degli ultimi tempi rende difficile mantenere anche quelle capacità di produrre farmaci e vaccini che finora hanno consentito il diritto alla salute. Fino a quando? 

Leggi la versione in spagnolo
Leggi la versione in inglese

 

C’è un’emergenza in corso; dura da tempo e quindi la situazione è gravissima e incerta e c’è sempre qualcuno che cerca di trarne vantaggio, anche in modo indebito. È quanto sta avvenendo a Cuba a opera dei sempre più aggressivi e arroganti Stati Uniti d’America («Sì, prendere Cuba in qualche modo: prenderla o liberarla, penso che posso farci qualunque cosa voglio», ha detto Trump).