fbpx Mars Attacks! | Scienza in rete

Mars Attacks!

Read time: 2 mins

Le analisi chimiche condotte da un team di esperti hanno confermato che alcuni frammenti di roccia rinvenuti nei pressi di Tata (Marocco) sono di origine marziana e sono quasi certamente da associare a una caduta meteoritica osservata lo scorso luglio.

Sono da poco passate le 2 del mattino del 13 luglio 2011 quando gli abitanti della regione di El Galâb e molti residenti nella cittadina di Tata vengono bruscamente destati da una forte detonazione e vedono un oggetto luminoso attraversare il cielo in direzione est. A quattro mesi di distanza – verso la fine di dicembre – comincia a circolare con insistenza tra i collezionisti la voce di nuove meteoriti provenienti da Tata. Un gruppo di ricercatori della Facoltà di Scienze di Agadir decide di vederci chiaro e riesce a recuperare, grazie a un abitante del luogo, un piccolo esemplare di quei meteoriti.

Viene immediatamente contattato un team di esperti che, coordinati da Chris Herd (University of Alberta), sottopongono il campione alle necessarie analisi chimiche e fisiche. La conclusione, ufficializzata nei giorni scorsi dall'International Society for Meteoritics and Planetary Science, è che siamo in presenza di una roccia sicuramente proveniente da Marte la cui composizione è molto simile a quella delle Shergottiti. Dalle notizie raccolte finora, si valuta che la caduta osservata in luglio abbia depositato sul nostro pianeta almeno 7 chili di frammenti di rocce marziane, il più grande dei quali ha un peso di circa un chilogrammo.

Tempi davvero fortunati per i cacciatori di meteoriti. L'estrema rarità dei sassi di Marte fa sì che le quotazioni di questi reperti siano davvero esorbitanti: il prezzo di mercato di un frammento di una trentina di grammi può infatti oscillare tra gli 8000 e i 17 mila euro. Non è dunque un caso che da gennaio la regione di El Galâb sia meta di una vera e propria invasione di cacciatori di meteoriti, tutti speranzosi che di quel bombardamento da Marte sia rimasto qualcosa anche per loro.

PhysOrg.com

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Meteoriti

prossimo articolo

Piano pandemico fermo: cosa insegna Covid-19

dispositivi medici per terapia intensiva

Il nuovo Piano pandemico italiano è ancora bloccato, mentre il dibattito resta acceso su efficacia e costi delle misure di contenimento. Intanto comunque Covid-19 ha molto da insegnare: ripartendo dall’analisi dei ricoveri in terapia intensiva durante la prima ondata di Covid-19, gli epidemiologi Rosso e Baussano mostrano limiti e potenzialità dei modelli epidemiologici, e sottolineano la necessità di strumenti previsionali robusti, aggiornati e condivisi per affrontare future emergenze sanitarie.

A che punto è il Piano pandemico italiano? Dalle ultime notizie, ricavate da un articolo del Sole 24 Ore pubblicato il 23 febbraio 2026, l’Italia non ha ancora pubblicato il Piano Pandemico 2025-2029.  L’ultima bozza disponibile risale all’estate 2025 ed è oggetto di un rimpallo tra Ministero della Salute, Regioni e Ministero dell’Economia, che ha sollevato dubbi sulle coperture finanziarie.