fbpx Minerale lunare in Australia | Page 3 | Scienza in rete

Minerale lunare in Australia

Read time: 1 min

Oltre quarant'anni dopo la sua prima individuazione nelle rocce lunari di Apollo 11, un team di geologi scopre la tranquillityite anche sulla Terra.

Allo strano minerale – uno dei tre individuati nelle rocce lunari dei quali prima d'allora i geologi non sospettavano neppure l'esistenza – venne dato il nome di tranquillityite perchè il campione proveniva dal Mare della Tranquillità, destinazione del primo viaggio dell'uomo sulla Luna nel luglio 1969. Gli altri due – armalcolite e pyroxferroite – vennero scoperti in rocce terrestri già negli anni '70, ma la tranquillityite eludeva ogni caccia, mostrandosi solamente nelle rocce e nei meteoriti lunari.

Esaminando rocce ignee in sei siti dell'Australia Occidentale, il team di geologi coordinato da Birger Rasmussen (Curtin University) è finalmente riuscito a individuare anche sul nostro pianeta le microscopiche tracce dell'elusivo minerale, un ossido composto da ferro, silicio, zirconio, titanio e con piccole tracce di ittrio. Secondo Rasmussen e collaboratori, che hanno annunciato la scoperta sulle pagine di Geology, la tranquillityite avrebbe eluso finora ogni ricerca perché, se sottoposta a elevato riscaldamento e forte pressione, si trasforma facilmente in altri minerali.
I ricercatori ritengono che si tratti di un minerale relativamente diffuso sulla crosta terrestre, seppure in minime quantità, e che potrebbe rivelarsi un importante strumento nella datazione delle rocce che lo contengono.

ScienceNow 

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Geologia

prossimo articolo

Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.