fbpx Via alla valutazione | Scienza in rete

Via alla valutazione

Read time: 2 mins

Presentando a Roma il Bando VQR, il Presidente dell'ANVUR Stefano Fantoni ha dato ufficialmente il via al processo di valutazione della qualità della ricerca italiana per il periodo 2004-2010. “Dopo otto anni – ha dichiarato Fantoni – riparte la valutazione dei prodotti della ricerca, con finalità (e procedure) analoghe a quelle adottate in altri Paesi europei.”

L'intento non è quello di stilare classifiche dei “buoni” e dei “cattivi” o “dare le pagelle” a Università ed enti di Ricerca – è stato sottolineato nella conferenza stampa di presentazione alla quale ha presenziato anche il ministro Francesco Profumo – bensì innescare un processo virtuoso che riconosca la qualità e premi il merito.

Con la VQR (Valutazione della Qualità e della Ricerca) si imbocca insomma in modo deciso l'idea dei finanziamenti commisurati ai risultati ottenuti. Si tratta di un percorso articolato che si concluderà nel giugno 2013, quando verrà presentata la relazione conclusiva dell'indagine. La valutazione riguarderà tutte le 67 Università statali e tutte le 28 non statali, i 12 enti di Ricerca vigilati dal MIUR e i 24 enti di Ricerca pubblici e privati non appartenenti al MIUR che ne hanno fatto esplicita richiesta entro lo scorso 15 dicembre.

L'Agenzia stima di ricevere e valutare 200 mila prodotti della ricerca appartenenti alle 14 aree di valutazione previste. Per il delicato lavoro, ogni area si potrà avvalere di un Gruppo di Esperti della Valutazione (GEV). In tutto una squadra di 450 studiosi di elevato profilo scientifico, dei quali oltre il 20% non è italiano.

ANVUR

Articoli Sole 24 Ore del 21-12-11

// // //
Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
ANVUR

prossimo articolo

La necessità di una nuova alleanza tra scienza e società

Sebbene la scienza sia un prodotto sociale, spesso risulta estranea o in contraddizione con società e politica. Questo avviene per una serie di ragioni che vanno dalla disinformazione, alle strumentalizzazioni politiche, alla naturale resistenza ai cambiamenti che la ricerca propone. L'articolo riflette su una possibile nuova alleanza fra scienza, società e politica, in grado di superare la sostanziale irrilevanza pubblica della ricerca scientifica. Immagine: Double Heads, di George Condo (in mostra al Musée d'art moderne del Palais de Tokyo, Parigi, fino all'8 febbraio).

La scienza nasce nella società. E’ il “prodotto” sofisticato ed accurato che deriva, esplicitamente ed implicitamente, dal sistema di formazione che addestra gli umani, li educa ai metodi e ai contenuti dei saperi già sviluppati in precedenza e ne potenzia creatività e rigore metodologico. Eppure, sebbene figlia predeterminata e legittima della società, la scienza risulta a volte separata e distaccata dalle finalizzazioni che la società assume, dal senso e sentire comune.