fbpx Il pranzo è servito | Page 3 | Scienza in rete

Il pranzo è servito

Read time: 2 mins

Scoperta una nube di gas destinata nel 2013 ad essere risucchiata dal buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea: occasione unica per studiare i dettagli del fenomeno.

Composta principalmente di idrogeno ed elio e con una massa circa tre volte quella della Terra, la nube è stata individuata nel corso di un programma osservativo che da almeno vent'anni tiene d'occhio la regione centrale della nostra Galassia, là dove si annida un buco nero di almeno quattro milioni di masse solari. Grazie alle incredibili ottiche adattive dei telescopi dell'ESO in Cile e allo spettrografo infrarosso SINFONI, Stefan Gillessen (Max Planck Institute) e collaboratori hanno potuto ricostruire l'orbita della nube di gas prevedendo il suo passaggio a metà del 2013 a circa 40 miliardi di chilometri dall'orizzonte degli eventi del buco nero, un incontro davvero ravvicinato in termini astronomici. L'annuncio della scoperta verrà pubblicato su Nature a inizio gennaio.

Gli astronomi stimano che metà del materiale della nube sarà irresistibilmente risucchiato dal buco nero. Prima che il mostro consumi il suo pasto, però, ci si aspetta non solo un aumento della velocità della nube – già sta sfrecciando a 8 milioni di chilometri orari sulla sua orbita – ma anche un incremento della sua temperatura. Man mano che l'azione gravitazionale diventerà sempre più intensa, la nube si risalderà sempre più e ci si attende che possa anche liberare radiazione X.

La spiegazione più gettonata per l'origine di questa nube vagabonda è che possa essere il risultato dell'incontro-scontro di venti stellari, i potenti soffi con i quali le stelle sospingono parte del loro materiale nello spazio.

UC Berkeley - ESO - Research paper

Autori: 
Astrofisica

prossimo articolo

Ricerca pubblica, un piano che non salva i ricercatori

Un emendamento alla legge di bilancio promette un piano straordinario di reclutamento per i ricercatori PNRR, ma le risorse, i meccanismi di cofinanziamento e le esclusioni previste lo rendono largamente insufficiente. Il rischio è di aggravare il precariato invece di ridurlo. Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Nazionale dei Ricercatori Universitari PNRR

Nei giorni scorsi è stato inserito un emendamento alla legge di bilancio su iniziativa della maggioranza che attribuisce risorse ad un piano di reclutamento straordinario per l’assunzione di ricercatori nelle università e negli enti di ricerca, con particolare riguardo al personale a tempo determinato impegnato in progetti finanziati con risorse del PNRR. Questa proposta tuttavia presenta numerose limitazioni e risulta di fatto inadeguata ad affrontare le attuali difficoltà del sistema della ricerca italiano.