fbpx Septine: gabbie per batteri | Scienza in rete

Septine: gabbie per batteri

Read time: 2 mins

Le septine sono proteine del citoscheletro che potrebbero svolgere un ruolo importante nella difesa contro le infezioni batteriche.
Questo il nuovo dato che emerge dai risultati presentati da Pascale Cossart, biologo cellulare presso l'Istituto Pasteur di Parigi, in occasione dell’annuale meeting dell’American Society for Cell Biology a Denver.

Le septine si trovano in molti organismi, ma fino ad ora era ben nota solo la loro funzione durante la divisione cellulare nei lieviti.
In quest’ultima ricerca effettuata però su cellule umane viene messa in evidenza come questa proteina abbia la capacità di costruire una gabbia intorno ai batteri patogeni, immobilizzando i microbi nocivi e impedendo loro di invadere altre cellule sane.

I ricercatori hanno scoperto questo tipo di “ingabbiamento” studiando il Shigella Dysenteriae, un batterio che causa dissenterie a volte letali negli uomini.
Le cellule umane per contrastare l’attacco del batterio producono TNF-α, una proteina segnalatrice che fa sì che le septine circondino il batterio, rinchiudendolo come in una gabbia, interferendo con l'infezione e promuovendo la morte del microbo.

Studi precedenti hanno suggerito inoltre che interruzioni o mutazione nei geni delle septine potrebbero essere coinvolti nel causare leucemia, cancro del colon, morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

La creazione di potenziali farmaci che mimano il comportamento del TNF-α potrebbero rafforzare il sistema immunitario per combattere batteri come la Shigella e malattie neurodegenerative.

Autori: 
Sezioni: 
Immunologia

prossimo articolo

L’essenzialità dell’inutile

fogli accartocciati e lampadina accesa

Perché il nostro organismo produce miliardi di anticorpi apparentemente inutili? Per prepararsi a minacce che ancora non conosce. Da questa considerazione biologica, Roberto Sitia propone una riflessione sul valore della cultura, della ricerca e del sapere “senza applicazione immediata”. In un’epoca dominata dall’utilità e dal profitto rapido, investire in conoscenza significa costruire le difese del futuro: perché le crisi più decisive sono spesso quelle che non sappiamo ancora immaginare.

Stupisce i non addetti ai lavori scoprire che la maggioranza degli anticorpi che produciamo siano diretti contro sostanze non presenti in natura.
«Come è possibile tale spreco? Interrompiamolo immediatamente!», potrebbe pensare un politico alla ricerca di investimenti con un immediato ritorno. Il politico dimentica che l’evoluzione è tutt’altro che sprecona, e seleziona in base a rigorosissime analisi di costo-beneficio. Quindi, produrre migliaia di miliardi di anticorpi diversi - anche se apparentemente inutili - è un investimento che paga.