fbpx Septine: gabbie per batteri | Scienza in rete

Septine: gabbie per batteri

Primary tabs

Read time: 2 mins

Le septine sono proteine del citoscheletro che potrebbero svolgere un ruolo importante nella difesa contro le infezioni batteriche.
Questo il nuovo dato che emerge dai risultati presentati da Pascale Cossart, biologo cellulare presso l'Istituto Pasteur di Parigi, in occasione dell’annuale meeting dell’American Society for Cell Biology a Denver.

Le septine si trovano in molti organismi, ma fino ad ora era ben nota solo la loro funzione durante la divisione cellulare nei lieviti. In quest’ultima ricerca effettuata però su cellule umane viene messa in evidenza come questa proteina abbia la capacità di costruire una gabbia intorno ai batteri patogeni, immobilizzando i microbi nocivi e impedendo loro di invadere altre cellule sane.

I ricercatori hanno scoperto questo tipo di “ingabbiamento” studiando il Shigella dysenteriae, un batterio che causa dissenterie a volte letali negli uomini. Le cellule umane per contrastare l’attacco del batterio producono TNF-α, una proteina segnalatrice che fa sì che le septine circondino il batterio, rinchiudendolo come in una gabbia, interferendo con l'infezione e promuovendo la morte del microbo.

Studi precedenti hanno suggerito inoltre che interruzioni o mutazione nei geni delle septine potrebbero essere coinvolti nel causare leucemia, cancro del colon, morbo di Parkinson e l’Alzheimer. La creazione di potenziali farmaci che mimano il comportamento del TNF-α potrebbero rafforzare il sistema immunitario per combattere batteri come la Shigella e malattie neurodegenerative.

Autori: 
Sezioni: 
Immunologia

prossimo articolo

La COP17 di Yerevan sulla biodiversità alla prova dei risultati

Panoramica della città di Yerevan con montagne sullo sfondo

La COP17 della Convenzione ONU sulla diversità biologica si svolge a Yerevan, in Armenia, dal 19 al 30 ottobre 2026. La riunione sarà la prima revisione globale dei progressi collettivi nell’attuazione del Quadro di Kunming-Montreal, adottato nel 2022 con 23 obiettivi di conservazione della biodiversità al 2030. Il confronto decisivo sarà su come accelerare l’attuazione e garantire risorse adeguate, sulla qualità della protezione e sulla destinazione dei benefici economici dell’uso delle risorse genetiche. La cerimonia di apertura è prevista il 18 ottobre: ecco i dossier più importanti che saranno discussi nelle prossime due settimane. Crediti immagine: Serouj Ourishian / Wikimedia Commons, CC BY

Il 19 dicembre 2022, a Montreal, i governi di 196 Paesi hanno concordato 23 obiettivi per arrestare e invertire la perdita di biodiversità globale entro il 2030. A quattro anni dalla scadenza, il rapporto di monitoraggio dei primi 8 obiettivi della Convenzione per la Diversità Biologica offre un quadro netto: i Paesi hanno intrapreso azioni su tutti i 23 obiettivi, ma meno della metà dei target nazionali risulta in traiettoria.