fbpx La conoscenza ingrossa il cervello | Scienza in rete

La conoscenza ingrossa il cervello

Read time: 2 mins

Una ricerca svolta tra coloro che sono riusciti a superare il difficile esame di conduttore di taxi a Londra ha mostrato che al termine del lungo e massacrante tirocinio il loro ippocampo era di dimensioni maggiori di quanto non fosse all'inizio.

Non è facile diventare conduttore dei famosi cab londinesi. Il permesso, infatti, viene rilasciato solamente a chi supera un test davvero duro, significativamente chiamato The Knowledge (la Conoscenza). L'aspirante tassinaro deve dimostrare di conoscere alla perfezione l'intreccio delle circa 25 mila strade e stradine di Londra entro un raggio di una decina di chilometri da Charing Cross. Una conoscenza che mette davvero alla prova le capacità di memorizzazione e organizzazione spaziale degli aspiranti autisti.

Katherine Woollett ed Eleanor Maguire (Institute of Neurology - University College London) hanno indagato se questo apprendimento intensivo potesse in qualche modo modificare l'ippocampo, la parte del cervello che sovrintende alla memoria. Hanno dunque esaminato il cervello e la memoria degli aspiranti tassisti prima del loro tirocinio e alla sua conclusione. Nel loro studio, pubblicato su Current Biology, mettono in luce come coloro che hanno superato positivamente lo scoglio della Knowledge hanno anche aumentato la materia grigia del loro ippocampo posteriore. Il superamento dell'esame, inoltre, è associato anche a un cambiamento nel profilo di memoria.

Poiché in uno studio di una decina d'anni fa era emerso che i tassisti possiedono un ippocampo di maggiori dimensioni rispetto a coloro che non guidano taxi, ora si ha la conferma che a fare la differenza è proprio The Knowledge.

Nature

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Rischio pandemico: ancora una volta l’epidemiologia lasciata all’angolo

la nave hondius

Sotto la spinta della potenziale minaccia del focolaio epidemico di hantavirus, una serie di disposizioni che sembravano sonnecchiare si sono messe in moto. È evidente però, che quello che ci è mancato ai tempi del Covid, continua a mancare.  

In copertina: la nave Hondius. CreditiStefan Brending/Wikimedia Commons, Licenza: Creative Commons by-sa-3.0 de

Il focolaio epidemico della nave Hondius dovuto a infezioni con hantavirus (ANDV) ha richiamato sensazioni e considerazioni legate alla pandemia da Sars-CoV-2, con relative previsioni allarmanti sui media, dichiarazioni di “esperti” e conseguenti rassicurazioni ufficiali.