fbpx Il primo in zona abitabile | Page 2 | Scienza in rete

Il primo in zona abitabile

Read time: 2 mins

Finalmente abbiamo la conferma del primo pianeta extrasolare che orbita nella cosiddetta fascia di abitabilità: la distanza che separa Kepler-22b dalla sua stella gli può permettere di avere sulla sua superficie acqua liquida.

Erano una cinquantina i pianeti potenzialmente in fascia di abitabilità annunciati lo scorso febbraio dal team dell'osservatorio orbitante Kepler. In questi giorni, dopo mesi di accurate osservazioni, i dubbi riguardanti uno di essi sono stati risolti e si ha la certezza che orbiti entro quella sorta di nicchia spaziale.

Kepler-22b è grande due volte e mezzo la Terra e orbita in 290 giorni intorno a una stella di classe spettrale G5, simile al nostro Sole, solamente un po' più piccola e fredda. Il sistema dista dalla Terra 600 anni luce in direzione della costellazione del Cigno. Ancora non si conosce la massa del pianeta né la sua densità e dunque non è proprio possibile stabilire se siamo dinanzi a un pianeta roccioso, liquido o gassoso. L'analisi dell'orbita suggerisce che la sua temperatura dovrebbe aggirarsi tra i 50 e i 10 gradi sotto lo zero, ma secondo i ricercatori la presenza di una atmosfera e del conseguente effetto serra potrebbe portare la temperatura superficiale del pianeta intorno ai 22 °C.

Maggiori dettagli si confida possano giungere da una campagna osservativa dedicata prevista per la prossima estate, quando la posizione sulla volta celeste sarà ottimale per le osservazioni dei più potenti telescopi terrestri.

NASA

Autori: 
Sezioni: 
Planetologia

prossimo articolo

The sea: il mare come diritto e come sogno

Screenshot dal film The sea

Il dodicenne palestinese Khaled viene respinto al checkpoint, unico in tutta la classe, perché ha partecipato a una manifestazione: per lui quel giorno sarà impossibile vedere il mare. Ma il desiderio rimane, potente, come racconta il regista Shai Carmeli-Pollak nel film The Sea. Un’ora e mezza di buon cinema, coinvolgente, girato da un israeliano e da una troupe mista e prodotto dal palestinese Baher Agbariya.

Immagine: screenshot dal film The sea

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare.
A Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda”, gli dirò
“questo è il mare, pigliatene un po’!”.

Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.

Gianni Rodari