fbpx Quattro strane rosse galassie | Page 25 | Scienza in rete

Quattro strane rosse galassie

Read time: 1 min

Scoperte grazie all'osservatorio orbitante infrarosso Spitzer quattro galassie estremamente rosse che potrebbero rappresentare gli stadi iniziali della formazione delle galassie un miliardo di anni dopo il Big Bang.

La vista acuta del telescopio Hubble non era riuscita a scorgerle, ma non sono sfuggite agli strumenti infrarossi di Spitzer: le quattro galassie, infatti, sono 60 volte più brillanti nell'infrarosso che non alle lunghezze d'onda operative di Hubble. Difficile dire perché queste quattro galassie, che appaiono fisicamente legate tra loro, siano così rosse. Potrebbe essere la polvere che le avvolge, oppure il fatto che le stelle che le compongono siano in gran parte vecchie e rosse, oppure ancora che questi sistemi stellari risiedano nelle remote profondità del cosmo e il loro arrossamento sia di natura cosmologica. L'unica cosa certa è che finora non ne erano mai state osservate di questo tipo.

Jiasheng Huang (Center for Astrophysics) e collaboratori, autori dello studio pubblicato su Astrophysical Journal, propendono per l'arrossamento dovuto alla loro enorme distanza. Le quattro galassie, cioè, sarebbero esemplari delle primissime galassie formatesi dopo il Big Bang: da esse, attraverso reciproche interazioni, si sarebbero poi formate tutte le altre. Uno scenario apparentemente confermato da alcuni indizi dai quali emergerebbe che due delle quattro starebbero proprio interagendo tra loro.

Maggiori conferme si attendono dalla precisa determinazione del loro red shift, possibile solamente attraverso delicate misurazioni da terra già pianificate.

CfA

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Per il grafene è la volta buona di rivoluzionare il mondo?

grafene

Il grafene, il “materiale miracoloso”, prometteva di rivoluzionare il mondo e cambiare per sempre le nostre vite, ma dopo più di vent’anni dalla sua scoperta c’è chi inizia a chiedersi: che fine ha fatto?

Circa quindici anni fa, nella sala d’attesa del dentista, lessi su una rivista scientifica di un nuovo materiale, uno come non se ne erano mai sentiti prima: estremamente flessibile ma più resistente dell’acciaio, conduceva l’elettricità e il calore meglio dei metalli, mostrava fenomeni quantistici rari (nello specifico i suoi elettroni si comportavano come fossero stati privi di massa). E la lista potrebbe continuare a lungo.