fbpx Salvare le scienze della terra | Scienza in rete

Salvare le scienze della terra

Primary tabs

Read time: 2 mins

Un appello alle Istituzioni, affinché sia riconosciuto il ruolo strategico delle Scienze della Terra per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Lo scorso 25 novembre, a Firenze, la Comunità scientifica, tecnica e professionale dei Geologi, intervenuta alla giornata di studi “Il Risorgimento e la Geologia italiana”, ha espresso forte preoccupazione per la mancanza di investimenti destinati alle attività di ricerca e formazione.

L’incontro, inserito tra le molteplici manifestazioni del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, è stato l’occasione per ripercorrere l’evoluzione della geologia italiana a partire dagli anni della Firenze capitale, quando i grandi istituti nazionali furono fondati da personalità illustri della scienza e della politica, come Quintino Sella, Antonio Stoppani e Bartolomeo Gastaldi. Nonostante le forti ristrettezze di bilancio, lo Stato intravide allora nelle Scienze della Terra una rilevante opportunità di sviluppo, con ripercussioni sia sul campo minerario che delle esplorazioni.

Con l’auspicio che presto si arrivi a un “nuovo Risorgimento delle Scienze Geologiche”, gli esperti intervenuti all’evento fiorentino hanno denunciato la dolorosa indifferenza della politica nei confronti delle Geoscienze, nonostante importanti siano le competenze nel campo delle energie alternative, delle risorse idriche, della difesa del suolo, della protezione dei rischi geologici e della sicurezza ambientale.

Un settore a cui si guarda con attenzione solo in occasione di emergenze e disastri ambientali e che ritorna nell’ombra quando le telecamere si spengono e i media dedicano ad altre tematiche le prime pagine e i servizi televisivi. Un paradosso, se si considera che il territorio italiano è geologicamente giovane e instabile e le calamità naturali all’ordine del giorno.

“La prevenzione - ha dichiarato Bernardo De Bernardinis, presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale - dovrebbe essere una priorità all’interno dell’agenda della politica ma non solo. I cittadini dovrebbero pretendere un concreto impegno da parte della classe dirigente”.

Unanime, a conclusione della tavola rotonda, la volontà di premere nei confronti delle Istituzioni affinché si favorisca la presenza delle materie geologiche nei programmi delle scuole superiori e si intervenga sull’umiliante perdita di identità di quei dipartimenti scientifici che rischiano di essere assorbiti da altri corsi di studio, come previsto dall’ultima Legge di riforma universitaria.

Fortemente sentito l’invito a promulgare una nuova Legge di Governo del Territorio che coordini strumenti urbanistici, Piani di Bacino, Piani di Assetto Idrogeologico, Piani di Protezione Civile e normativa tecnica per le costruzioni nonché la richiesta di rilanciare il Servizio Geologico nazionale, finanziare il completamento della Carta Geologica d’Italia e l’aggiornamento dell’Inventario dei Fenomeni Franosi (IFFI).

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Geologia

prossimo articolo

Una laurea honoris causa molto sensata, per una volta

un momento del conferimento della laurea honoris causa a parisi

Dall’acqua che bolle all’intelligenza artificiale, passando per il funzionamento del cervello: la fisica dei sistemi complessi studia fenomeni in cui il tutto è molto più della somma delle parti. Ed è proprio in questo campo che Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021, ha dato alcuni dei suoi contributi più importanti. Il 14 ottobre, a Torino, le Università di Torino e del Piemonte Orientale gli hanno conferito una laurea honoris causa. Durante la sua lectio magistralis, Parisi ha ripercorso le sfide della complessità, soffermandosi sulle opportunità dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di regolamentarla.

Nell'immagine di copertina: Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica nel 2021, alla proclamazione della sua laurea honoris causa in Fisica dei sistemi complessi. A sinistra il Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Menico Rizzi, a destra la Rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi. Foto di Lorenzo Manunza.

Quando viene data una laurea honoris causa, c’è sempre chi polemizza sulle ragioni del conferimento, attribuendole più a un’astuta scelta pubblicitaria che all’effettivo merito del laureato.