fbpx La pesca già 42.000 anni fa | Page 6 | Scienza in rete

La pesca già 42.000 anni fa

Read time: 1 min

L’uomo, esperto pescatore di tonni, squali e barracuda già  42.000 anni fa, questo il risultato di una recente ricerca condotta dall’archeologa Sue O'Connor dell’Università Nazionale Australiana. Il pesce è apparso nella dieta umana 1,9 milioni di anni fa. La pesca inizialmente era condotta in laghi e torrenti senza l’utilizzo di barche o strumenti complessi. Solo successivamente l’uomo inizia ad esplorare il mare in cerca di pesce.

I resti archeologici rinvenuti nella grotta dell’isola Timor nel sud-est asiatico e datati dal gruppo australiano dimostrano che l’uomo già 42.000 anni fa aveva sviluppato conoscenze avanzate sia tecnologiche sia mentali per la pesca nell’oceano.

Le prime imbarcazioni erano prodotte probabilmente legando tra loro diversi tronchi e venivano usate reti e pezzi di legno o conchiglia come ami, spiega Kathlyn Stewart, scienziata del Museum of Nature del Canada. Stewart aggiunge che ad oggi non è ancora chiaro quanto si allontanassero dalla riva i primi pescatori e se il pesce, una volta catturato, veniva consumato subito o a terra.

Nell’isola di Timor sono state trovate anche delle ossa utilizzate come ami. E’ stato possibile datarle tra i 16.000 e i 23.000 anni fa però non si conosce ancora la provenienza.

Alicia Chang. Study: humans were catching tuna 42k years ago. 2011

Autori: 
Sezioni: 
Archeologia

prossimo articolo

Hamnet, dove il dolore diventa immortale

Lo strazio di una madre e il senso di colpa di un padre che non era presente, la terribile disgrazia che ha colpito la vita di William Shakespeare e di sua moglie Anne Hathaway, la morte del figlio undicenne diventa un’opera così ben narrata da risultare il miglior film drammatico ai Golden Globe 2026.

In copertina: screenshot dal traile di "Hamnet. Nel nome del figlio"

Steven Spielberg, produttore con Sam Mendes di Hamnet, ha deciso sin dall’inizio di proporne (anche insistendo) la direzione a Chloé Zhao, la regista di origine cinese che è diventata la prima e unica donna non bianca a vincere il premio alla miglior regia con Nomadland, per il suo approccio olistico, per il suo dirigere emotivo ed emozionale: una regista dei sentimenti.