fbpx La pesca già 42.000 anni fa | Scienza in rete

La pesca già 42.000 anni fa

Primary tabs

Read time: 1 min

L’uomo, esperto pescatore di tonni, squali e barracuda già  42.000 anni fa, questo il risultato di una recente ricerca condotta dall’archeologa Sue O'Connor dell’Università Nazionale Australiana. Il pesce è apparso nella dieta umana 1,9 milioni di anni fa. La pesca inizialmente era condotta in laghi e torrenti senza l’utilizzo di barche o strumenti complessi. Solo successivamente l’uomo inizia ad esplorare il mare in cerca di pesce.

I resti archeologici rinvenuti nella grotta dell’isola Timor nel sud-est asiatico e datati dal gruppo australiano dimostrano che l’uomo già 42.000 anni fa aveva sviluppato conoscenze avanzate sia tecnologiche sia mentali per la pesca nell’oceano.

Le prime imbarcazioni erano prodotte probabilmente legando tra loro diversi tronchi e venivano usate reti e pezzi di legno o conchiglia come ami, spiega Kathlyn Stewart, scienziata del Museum of Nature del Canada. Stewart aggiunge che ad oggi non è ancora chiaro quanto si allontanassero dalla riva i primi pescatori e se il pesce, una volta catturato, veniva consumato subito o a terra.

Nell’isola di Timor sono state trovate anche delle ossa utilizzate come ami. E’ stato possibile datarle tra i 16.000 e i 23.000 anni fa però non si conosce ancora la provenienza.

Alicia Chang. Study: humans were catching tuna 42k years ago. 2011

Autori: 
Sezioni: 
Archeologia

prossimo articolo

L’incredibile e triste storia dei nuovi studi sul vaccino contro l’epatite B

fiala di vaccino con siringa

Con il pretesto della Gold Standard Science, il Dipartimento per la Salute diretto da Robert Kennedy intende finanziare con 1,6 milioni di dollari uno studio in Guinea Bissau sulla vaccinazione alla nascita contro il virus dell’epatite B. Procedura in uso negli Stati Uniti dal 1991. L’intento non è quello di aumentare la copertura vaccinale nel Paese africano, ma mettere a confronto un vaccino già noto con l’assenza di vaccino. Con sommo sprezzo dell’etica della ricerca

Partiamo da qui per raccontare una storia lunga, che ancora non si è conclusa.
È il 1991, la commissione per i vaccini dei Centers for Diseases Control (ACIP, Immunization Practices Advisory Committee) consiglia per la popolazione degli Stati Uniti la prima dose di vaccino per il virus dell'epatite B (HBV) alla nascita (che vuol dire entro 24 ore dalla nascita). Le successive due dosi dopo uno e sei mesi.