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Buchi neri trituratori di pianeti

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Secondo un team di astronomi le dense nubi di polvere che circondano circa la metà dei buchi neri supermassicci sarebbero il risultato di catastrofiche collisioni tra oggetti asteroidali e planetari.

L'idea è venuta a Sergei Nayakshin e collaboratori (University of Leicester) prendendo spunto dalla luce zodiacale, una luminosità diffusa del cielo dovuta alla riflessione di polveri di origine cometaria e asteroidale. Nello studio, di prossima pubblicazione su MNRAS, Nayakshin suggerisce che la regione centrale delle galassie che ospitano i buchi neri supermassicci sia popolata non solo da stelle e gas ma anche da un gran numero di pianeti e asteroidi. La presenza del gigantesco buco nero, però, sconvolge pesantemente la regione e gli oggetti planetari sono destinati a una tragica fine.

Le ripetute violente collisioni reciproche a elevatissima velocità, infatti, frammenterebbero gli oggetti finendo col ridurli a minuscoli frammenti polverosi. Sarebbe proprio questa polvere a nascondere alla nostra vista circa il 50% dei buchi neri supermassicci galattici.
Secondo Nayakshin la comprensione dell'origine della polvere nelle regioni più interne delle galassie ci porterebbe un po' più vicino alla soluzione del mistero che avvolge i giganteschi buchi neri che vi si annidano

University of Leicester - Research paper

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Astrofisica

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Nano per Matilde è la stella che più brilla in cielo e ogni sera la cerca e le augura la buonanotte. Matilde ha da poco compiuto due anni e Nano è il cocker spaniel inglese, fulvo, che per 14 anni ha accompagnato la vita della mamma di Matilde. Nano, intelligente, socievole e giocherellone se ne è andato da poco ma era stato ben presente nel mettersi in piedi, camminare, cadere e giocare di Matilde. La strada scelta dalla mamma di Matilde è stata quella di raccontarle che Nano è andato in cielo ed è diventato una stella.