fbpx Buchi neri triturano i pianeti | Scienza in rete

Buchi neri triturano i pianeti

Primary tabs

Read time: 1 min

Secondo un team di astronomi le dense nubi di polvere che circondano circa la metà dei buchi neri supermassicci sarebbero il risultato di catastrofiche collisioni tra oggetti asteroidali e planetari.

L'idea è venuta a Sergei Nayakshin e collaboratori (University of Leicester) prendendo spunto dalla luce zodiacale, una luminosità diffusa del cielo dovuta alla riflessione di polveri di origine cometaria e asteroidale. Nello studio, di prossima pubblicazione su MNRAS, Nayakshin suggerisce che la regione centrale delle galassie che ospitano i buchi neri supermassicci sia popolata non solo da stelle e gas ma anche da un gran numero di pianeti e asteroidi. La presenza del gigantesco buco nero, però, sconvolge pesantemente la regione e gli oggetti planetari sono destinati a una tragica fine.

Le ripetute violente collisioni reciproche a elevatissima velocità, infatti, frammenterebbero gli oggetti finendo col ridurli a minuscoli frammenti polverosi. Sarebbe proprio questa polvere a nascondere alla nostra vista circa il 50% dei buchi neri supermassicci galattici.
Secondo Nayakshin la comprensione dell'origine della polvere nelle regioni più interne delle galassie ci porterebbe un po' più vicino alla soluzione del mistero che avvolge i giganteschi buchi neri che vi si annidano

University of Leicester - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

L’ONU propone di usare proiezioni più realistiche di quella di Mercatore

Illustrazione in tre fasi che mostra la Terra trasformarsi in un palloncino e poi in un palloncino appiattito

Creare una carta geografica trasferendo la superficie curva della Terra su un piano senza deformarla è geometricamente impossibile. La proiezione di Mercatore, a cui siamo tutti abituati, è nata per favorire la navigazione e dilata progressivamente le superfici all’aumentare della latitudine. Risultato: la Groenlandia risulta grande come l’Africa, che nella realtà la supera in dimensioni di ben 15 volte. L’ONU ha recentemente approvato una risoluzione che invita a privilegiare proiezioni cartografiche equivalenti, cioè capaci di conservare le proporzioni tra le aree.

Una carta geografica è sempre, in una certa misura, una approssimazione. Non perché i cartografi vogliano ingannarci, ma perché trasferire la superficie curva della Terra su un piano senza deformarla è geometricamente impossibile.