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I quattro del Balzan

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Peter Brown, Bronislaw Baczko, Russell Lande, Joseph Silk riceveranno il Premio Balzan venerdì 18 novembre a Berna, durante la cerimonia di consegna che si terrà al Palazzo Federale alle ore 18, nella sala del Consiglio nazionale. Ai quattro Premi Balzan 2011 sarà consegnata la pergamena dal capo del Dipartimento federale dell’interno, Didier Burkhalter.

Peter Brown (Università di Princeton): Per i suoi eccezionali contributi all’interpretazione storica della tarda antichità, attraverso saggi di grande originalità, di forte impatto e di straordinaria influenza, sul culto dei santi, sul corpo e la sessualità, sull’emergere del cristianesimo e sulla povertà e il potere.
Bronislaw Baczko (Università di Ginevra): Per il suo contributo alla riflessione filosofica dedicata al pensiero di Rousseau e allo studio delle conseguenze politiche e sociali del movimento illuminista sugli avvenimenti della Rivoluzione francese.
Russell Lande (Imperial Collegge di Londra) Per il contributo pionieristico allo sviluppo e all'applicazione della biologia teorica della popolazione, compresi i moderni sviluppi della teoria della genetica quantitativa e lo studio delle dinamiche stocastiche della popolazione.
Joseph Silk (Università di Oxford) Per il lavoro pionieristico sulle prime fasi evolutive dell'universo basato sullo studio degli effetti che processi e fenomeni fisici diversi – quali la materia oscura e la curvatura dello spazio – hanno avuto sulle fluttuazioni del fondo cosmico a microonde e sulla formazione di galassie di diverso tipo.

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).