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Il nuovo presidente dell'INFN

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Oggi il Consiglio Direttivo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha designato il professor Fernando Ferroni  come nuovo presidente dell’ente in attuazione delle norme del nuovo statuto.
Il nome è stato trasmesso al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la procedura di nomina.

Biografia

FERNANDO FERRONI

Nato a Roma nel 1952 è ordinario presso l’Universita’ la Sapienza di Roma dal 2000. Laureato in Fisica alla Sapienza nel 1975 si e’ da sempre occupato di aspetti sperimentali della fisica delle particelle elementari. Ha lavorato al CERN di Ginevra, dapprima in esperimenti sui neutrini fino agli anni ’80 e poi all’esperimento L3 al LEP (l’acceleratore che ha preceduto LHC nel tunnel di Ginevra). Nei primi anni ’90 ha iniziato la sua collaborazione con l’esperimento BaBar alla macchina PEP2 di SLAC (Stanford, USA) per lo studio della violazione di CP nei decadimenti del quark “beauty”. Lavora attualmente ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso nell'esperimento CUORE per la ricerca del decadimento doppio beta senza emissione di neutrini e in un progetto innovativo nello stesso campo finanziato da un grant dello European Research Council. E’ autore di alcune centinaia di articoli su riviste scientifiche e ha partecipato a numerosi comitati internazionali nell’ambito della Fisica delle Alte Energie.

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Al bivio evocato da Robert Frost, l’Italia che non sceglie fa già una scelta: il 2025 segna una frenata nella transizione energetica, mentre crescono emissioni e dipendenza dall’estero. Tra crisi climatica e tensioni geopolitiche, continuare così significa aumentare costi e rischi. L’alternativa esiste: richiede però decisioni rapide e strutturali, prima che la strada “non presa” diventi impraticabile.

Improvvisamente la strada che stiamo percorrendo si biforca. Dobbiamo scegliere tra due strade: The road not taken, la strada non presa, la celebre poesia di Robert Frost, pone di fronte all’importanza e all’irreversibilità delle scelte compiute. È una metafora della vita di ciascuno di noi. Quante volte ci siamo detti «chissà se in quel momento avessi deciso diversamente». Ma oggi è la metafora di una scelta importante e non rinviabile che deve compiere il nostro Paese.