Finanziare gli scienziati non i progetti! Questa la provocazione lanciata da John Ioannidis, professore all’Università di Stanford, su Nature di questa settimana. Lo scienziato afferma infatti che i ricercatori dedicano troppo tempo alla stesura dei progetti di ricerca. Inoltre sostiene che sia uno scandalo investire miliardi di dollari nella ricerca senza aver ancora individuato il metodo di selezione più giusto per la distribuzione dei fondi. Bisognerebbe pensare a nuovi criteri, come quello della lotteria, uguale sovvenzione per tutti i candidati o premiare il merito del singolo scienziato riducendo così il lavoro d’ufficio. Questi nuovi sistemi dovrebbero favorire l’obiettivo a lungo termine della scienza ossia ampliare le basi del nostro sapere con, eventualmente, possibili ricadute applicative. L’enfasi attuale di premiare i risultati a breve termine spesso porta a finanziare progetti sbagliati, non aumentando così le basi della scienza.
Finanziare gli scienziati
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Il Congresso americano riduce quasi a zero i tagli alle agenzie scientifiche voluti da Trump

Le leggi di spesa degli Stati Uniti per il 2026 a cui stanno lavorando insieme democratici e repubblicani al Congresso sembrano garantire un ritorno al budget 2025 delle agenzie scientifiche come NASA, NSF e NOAA. La linea di tagli radicali, anche del 50% proposti da Trump viene quindi sconfessata. Agli appropriation bills manca ora l'approvazione definitiva e la firma del presidente, possibilmente prima del 30 novembre, in modo da scongiurare un nuovo shutdown della pubblica amministrazione.
Nella foto, Capitol Hill, sede del Congresso statunitense.
Tutti noi abbiamo sempre guardato con ammirazione alle istituzioni scientifiche statunitensi. Università e centri di ricerca prestigiosi, poi istituzioni come NASA, NSF (National Science Foundation), DOE (Department of Energy) solo per citarne alcuni. Tutti impegnati in ricerca scientifica di punta nei settori di loro competenza. Tutte queste istituzioni ricevono finanziamenti federali che, ogni anno, entrano a fare parte del budget proposto dal governo per l’anno successivo.