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Satellite in caduta sopra l'Italia

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Il satellite NASA va in pensione ed è allarme per la possibile caduta di alcuni suoi frammenti sulle regioni settentrionali della Penisola. Tra domani e sabato, infatti, UARS (Upper Atmosphere Research Satellite) normalmente alla quota operativa di 600 km e con un’inclinazione di 57 gradi, uscirà dalla sua orbita e, nell’impatto con l’atmosfera, si disintegrerà in molteplici pezzi. Ancora nessuna certezza sul luogo dell’impatto: il satellite sta infatti compiendo una traiettoria molto complessa, a spirale intorno alla Terra che, continuamente frenata dall'atmosfera, è in continuo cambiamento. Si ipotizza che le regioni interessate dalla caduta dei componenti dell’UARS siano Val d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli, Liguria ed Emilia Romagna ma tale dato si definirà con maggiore chiarezza col passare delle ore.

“La percentuale che i frammenti del satellite NASA possano colpire una persona è dello 0,9%”, ha reso oggi noto, nel corso di una conferenza stampa, Franco Gabrielli, capo della protezione civile, che ha aggiunto: “Non pensiamo a un’evacuazione ma puntiamo sull’autoprotezione. Aggiorneremo le informazioni ai cittadini ogni due ore”.

La NASA ha messo a disposizione il proprio sito per seguire in diretta le fasi della caduta del satellite. Questo l’indirizzo: http://www.nasa.gov/mission_pages/uars/index.html

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Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.