fbpx Sorprese da Mercurio | Page 10 | Scienza in rete

Sorprese da Mercurio

Read time: 1 min

Claudio Elidoro

L'analisi dei dati e delle immagini raccolte dalla sonda MESSENGER nel corso del suo flyby con Mercurio lo scorso 6 ottobre hanno valso al pianeta l'onore della copertina di Science di questa settimana. Ben quattro gli studi pubblicati sulla rivista, e tutti di enorme importanza per svelare alcune caratteristiche di questo pianeta ancora troppo sconosciuto.

Tra le maggiori sorprese la scoperta che la magnetosfera di Mercurio è più movimentata di quanto non fosse sembrato dai dati raccolti nel corso del primo incontro con la sonda (14 gennaio 2008). Il Sole a due passi, insomma, non perdona e il flusso di particelle cariche emesso dalla nostra stella - il vento solare - fa sentire tutta quanta la sua potenza.

Da segnalare anche l'individuazione di un enorme bacino d'impatto (ben 700 chilometri di diametro!) di cui finora si ignorava persino l'esistenza. Il bacino Rembrandt - così è stata battezzata la struttura - risalirebbe a 3.9 miliardi di anni fa ed è probabile si tratti del bacino d'impatto più recente tra quelli presenti sul pianeta.

Il prossimo appuntamento della MESSENGER con Mercurio è fissato per il 29 settembre: sarà l'ultimo flyby prima dell'inserimento in orbita previsto per il marzo 2011. E allora sì ne vedremo delle belle.

Fonti: Messenger, Science

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

A OrvietoScienza2026 si parlerà anche di minerali per la transizione

batteria al litio

Dal 19 al 21 febbraio prossimi si terrà l'OrvietoScienza2026, festival che ormai da anni anima la cittadina umbra grazie all’impegno dell’Istituto di Istruzione Superiore Majorana-Maitani. Il tema di quest’anno è la transizione ecologica e le conferenze proposte toccano i temi che ormai tutti abbiamo imparato ad associare alla riduzione delle emissioni di gas serra. Energie rinnovabili, auto elettrica, batterie e accumulo, reti elettriche, ma anche giustizia climatica e altro.

Immagine di cebbi via Pixabay

Sui minerali necessari alla transizione si parla ormai da anni, anche perché sono sostanze che ci servono già per le tecnologie oggi in uso (come i cellulari). Nonostante sia previsto un aumento di estrazioni vista la domanda crescente, allo stesso tempo è richiesta una fortissima diminuzione dell’estrazione di combustibili fossili: il netto produrrebbe una minore presenza di punti estrattivi nel mondo rispetto a ora.