fbpx A Ilaria Capua il PennVet Award | Page 3 | Scienza in rete

A Ilaria Capua il PennVet Award

Read time: 2 mins

Dopo il premio Ippocrate, il premio Scientific American e il Revolutionary Mind, Ilaria Capua dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie di Legnaro (Padova) si aggiudica il premio internazionale PennVet Leadership Award 2011 dell'Università della Pennsylvania, il più importante premio di sanità veterinaria del mondo, per un importo di 100mila dollari. E' la prima volta per un italiano, e la prima volta per una donna. 

Il premio viene assegnato annualmente a un veterinario che “ha modificato in maniera significativa l’immagine e la pratica della professione e ha influenzato la vita e la carriera di altre persone”. Nella motivazione, la giuria ha sottolineato il valore del lavoro scientifico della Capua soprattutto nel campo della pandemia aviaria e nella strategia vaccinale messa a punto da lei, che oggi viene raccomandata dalle principali organizzazioni internazionali ed è inclusa nella legislazione Europea.

Nel 2006, con la sua decisione di sfidare il sistema e depositare la sequenza genetica del primo ceppo africano di influenza H5N1 in GenBank (un database “open access” ) e non in un database ad accesso limitato, Ilaria Capua ha dato inizio a un dibattito internazionale sulla trasparenza dei dati che ha cambiato i meccanismi internazionali alla base dei piani prepandemici. Quella mossa, che poteva apparire azzardata, ha convinto OMS FAO e OIE, che oggi promuovono e sostengono meccanismi di condivisione più efficienti e con un approccio interdisciplinare.

Il suoandare controcorrente si è manifestato anch quando in tempi non sospetti, ha presentato dati scientifici a supporto del fatto che la prossima pandemia influenzale umana poteva essere causata da un virus animale di sottotipo H1 e non da un H5, e così è stato, nonostante lo scetticismo e l’incredulità di molti suoi colleghi.

“Questo riconoscimento conferma che la linea di pensiero di una istituzione italiana può innescare dei meccanismi che cambiano le regole del gioco anche ai livelli più alti” ha commentato Ilaria Capua appena raggiunta dalla notizia del conferimento del premio. “Dimostra anche che in Italia si possono raggiungere livelli di eccellenza riconosciuti da una delle più prestigiose università americane, e questo premio riconosce tutte le donne che lavorano nel servizio sanitario nazionale”.

Autori: 
Sezioni: 
Premi

prossimo articolo

Gli Usa sono fuori dall’Oms: che cosa succede ora?

Immagine del simbolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sullo sfondo di una bandiera statunitense

Il ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall’Oms, divenuto effettivo il 26 gennaio 2026, apre una fase di forte incertezza per l’agenzia delle Nazioni Unite, che si trova a fare i conti con un grave deficit di bilancio e con pesanti tagli al personale. La riduzione dei finanziamenti, aggravata dal più ampio definanziamento dell’aiuto pubblico allo sviluppo, rischia di avere effetti drammatici soprattutto nei paesi a basso reddito, con milioni di decessi aggiuntivi entro il 2030 secondo uno studio pubblicato su The Lancet Global Health. Ma non mancheranno conseguenze negative anche per i paesi ricchi, Usa inclusi. L’Oms punta ora su un rafforzamento dei contributi obbligatori e su un maggiore impegno per l’indipendenza e la stabilità finanziaria.
Immagine realizzata con ChatGPT.

Che cosa succede all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ora che gli Stati Uniti si sono chiamati fuori?

Se ne discute da oltre un anno, ovvero da quando Trump ha annunciato il ritiro dall’organizzazione mondiale, diventato ufficiale il 26 gennaio 2026. Il 2 febbraio scorso il tema è stato affrontato anche dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha aperto i lavori della 158esima sessione del Consiglio Esecutivo dell’organizzazione presentando il 2025 come un anno “di contrasti netti”.