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Figli e ricerca

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A causa della carriera molti scienziati americani hanno meno figli di quelli che avrebbero voluto, questo il risultato di uno studio pubblicato recentemente su Plos One (leggi qui). Le sociologhe Elaine Howard Ecklund della Rice University e Anne Lincoln della Southern Methodist University (Texas) hanno intervistato 2.500 scienziati appartenenti a più di trenta Università distribuite su tutto il territorio americano. Lo studio mostra che in media le donne ricercatrici hanno meno figli rispetto ai loro colleghi uomini: 1,2 bambini per le donne versus 1,5 per gli uomini. 

Inoltre risulta che gli scienziati genitori di entrambi i generi lavorano meno dei loro colleghi senza prole, ma - dato interessante - le donne con figli lavorano le stesse ore degli uomini con figli. Una stimolante riflessione anche per noi italiani sul mondo universitario “family-friendly” e sulla discriminazione di donne con figli nella scienza.

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Scienza e famiglia

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L’impatto di una colata detritica, istante per istante

colata detritica a san vito di cadore

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.

Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.