fbpx L'impatto che rimodellò la Luna | Page 39 | Scienza in rete

L'impatto che rimodellò la Luna

Read time: 2 mins

La marcata differenza tra l'emisfero lunare rivolto verso la Terra e quello nascosto si potrebbe spiegare con lo scontro con un piccolo satellite formatosi dai detriti dell'impatto dal quale ebbe origine la Luna.

Lo scenario, proposto da Martin Jutzi (Università di Berna) ed Erik Asphaug (University of California) e pubblicato su Nature nei giorni scorsi, prevede che i detriti del violento impatto che formò il nostro satellite si aggregarono anche in un corpo di dimensioni inferiori che per qualche tempo condivise l'orbita della Luna. Questo oggetto, grande circa un trentesimo della Luna, finì poi col collidere con il nostro satellite. Non si trattò di un impatto violento, bensì di una collisione a bassa velocità nella quale non si originò il caratteristico cratere, ma il materiale che costituiva quel satellite finì col disperdersi su un emisfero lunare formando una spessa crosta supplementare. Oltre a giustificare il diverso spessore della crosta nei due emisferi lunari e la morfologia superficiale, il modello riuscirebbe anche a spiegarne la differente composizione.

Quello di Jutzi e Asphaugh non è l'unico modello in circolazione. Altri studi, anziché chiamare in causa un impatto, invocano l'azione delle forze di marea della Terra, in grado di modellare lo spessore della crosta lunare. I dati a disposizione, però, proprio non permettono di valutare quale possa essere il più adatto a spiegare la strana dicotomia lunare.

University of California

Autori: 
Sezioni: 
Sistema solare

prossimo articolo

Partecipa alla ricerca su chiocciole e lumache in città con un CLIC!

Esemplare di chiocciola Xerotricha conspurcata ripresa a distanza ravvicinata su una mano

Il progetto di citizen science CLIC! Chiocciole Lumache in Città, promosso dal Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici in collaborazione con l’Università di Siena e NBFC, vuole dimostrare come la scienza partecipata possa cambiare il nostro sguardo verso animali spesso poco considerati o ritenuti dannosi per l’agricoltura. Nato nel 2020 e diffuso su scala nazionale, CLIC! chiede la collaborazione dei cittadini per monitorare la distribuzione delle specie di molluschi terrestri in città, individuare popolazioni non ancora note e studiare altri fenomeni interessanti.

Nell'immagine, esemplare di Xerotricha conspurcata (foto di Tommaso De Lorenzi).

Quante volte ci capita di vedere una chiocciola su un cartello stradale, immobile sotto il sole estivo, chiedendoci da dove sia arrivata e come faccia a resistere alle alte temperature? Altre volte, invece, capita di non vederle affatto: ce ne accorgiamo solo troppo tardi, tornando a casa la sera, quando un passo distratto produce un suono secco sotto la scarpa.