fbpx Funghi distruttori di foreste | Page 9 | Scienza in rete

Funghi distruttori di foreste

Read time: 1 min

Secondo un team di ricercatori, nella scomparsa delle foreste di conifere che ha accompagnato la terribile estinzione del Permiano ci sarebbe lo zampino di un fungo estremamente aggressivo.

Oltre a cancellare il 95% degli organismi marini e il 70% di quelli che vivevano sulla terraferma, l'estinzione del Permiano interessò pesantemente anche le conifere che ricoprivano Pangea, il grande unico continente di 250 milioni di anni fa. I dati fossili indicano che questi alberi sparirono dalla circolazione per almeno 4 milioni di anni.

L'analisi dei microfossili del Permiano ha evidenziato la presenza di organismi filamentosi finora classificati come alghe. Secondo Henk Visscher (Utrecht University) e collaboratori, però, quei microfossili sarebbero in realtà un particolare stadio vegetativo di un lontano parente del Rhizoctonia, un tipo di fungo estremamente aggressivo per le radici e l'apparato fogliare di molte piante. Nello studio, di prossima pubblicazione sulla rivista Geology, i ricercatori sostengono che in un ambiente fortemente ostile come quello presente all'epoca dell'estinzione del Permiano la devastante azione del fungo finì con l'assestare il colpo di grazia alla vegetazione.

Secondo il team di Visscher, inoltre, è da tenere in seria considerazione la possibilità che il micidiale sovrapporsi di stress ambientale e attacco di organismi patogeni possa interessare con effetti devastanti anche gli alberi del nostro tempo.

UC Berkeley

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Botanica

prossimo articolo

Ricerca e sviluppo nel vortice della guerra

L'impiego dell'intelligenza artificiale nei bombardamenti sull' Iran rivela una deriva che l'OCSE aveva cominciato a segnalare: la ricerca è sempre più subordinata a logiche militari e securitarie, i fondi pubblici scarseggiano e la cooperazione internazionale si sgretola. Benvenuti nella R&S del dottor Stranamore.

I modelli di intelligenza artificiale che selezionano i bersagli militari e guidano droni e missili, le aziende tecnologiche che diventano fornitori di sistemi d'arma, i bilanci della difesa che crescono mentre quelli della ricerca civile calano. Il nuovo OECD Science, Technology and Innovation Outlook 2025  pubblicato il 28 ottobre 2025, ha colto chiaramente questi segnali nell’economia della ricerca globale.