l'ANISN (Associazione Nazionale degli Insegnanti di Scienze Naturali) è lieta di comunicare che i quattro studenti della squadra italiana hanno vinto tre medaglie di argento ed una di bronzo alle Olimpiadi Internazionali di Biologia (IBO) che si sono tenute a Taipei, dal 10 al 17 luglio. 58 i paesi del mondo partecipanti, dalla Cina, Giappone, India, all'Iran, USA, Canada, Australia e tutti i paesi europei. 239 gli studenti. 4 le prove pratiche e due le teoriche. tutte molto complesse ed articolate. Il risultato conseguito dall'Italia la pone al secondo posto tra i paesi Europei!
Gli studenti, appartenenti alle scuole secondarie superiori di tutte le regioni italiane, sono stati selezionati da un esercito di insegnanti a partire da 25.000 studenti delle scuole superiori italiane. L'ANISN ha curato tutte le fasi: la elaborazione delle prove di selezione, l'organizzazione della fase regionale in tutte le regioni italiane, la fase nazionale, la settimana di approfondimento per i primi 10 classificati e la partecipazione alla giuria internazionale che ha selezionato, tradotto e revisionato le prove. Il Ministero ha supportato l'iniziativa. L'Italia è al quarto anno di partecipazione.
Di seguito i nomi dei vincitori e delle principali persone coinvolte.
I vincitori in ordine di classifica:
Daniele Cervettini del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, medaglia d'argento ( 41 posto nella graduatoria mondiale dei 239 ragazzi)
Luca Biavati del Liceo Scientifico Tecnologico “Alberghetti” di Imola, medaglia d'argento
Martina Chiriacò Liceo Scientifico "Banzi Bazoli" Lecce, medaglia d'argento
Alessio Capobianco del Liceo Scientifico “Alberti” di Cagliari, medaglia di bronzo
Membri delle Giuria Internazionale delle IBO:
Prof. Anna Pascucci - Presidente ANISN
Prof. Isabella Marini- ANISN Pisa
Responsabile Nazionale ANISN delle Olimpiadi di Scienze Naturali
Prof. Vincenzo Boccardi
Responsabile Organizzativo ANISN
Prof.Emanuele Piccioni
Olimpiadi scientifiche
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Dagli oranghi che si spalmano impacchi vegetali contro l’infiammazione, fino alle api che difendono l’alveare con sostanze antimicrobiche: la medicina che conosciamo ha radici molto profonde, antiche e condivise. Alice Mosconi ci porta in un viaggio nella zoofarmacognosia, nel quale sfuma il confine tra istinto, apprendimento e cultura, nel quale si incontrano specie lontane e vicine, dagli oranghi di Borneo ai nostri antenati tra i ghiacci delle Alpi. In una storia naturale della cura prima dei camici bianchi.
Nell'immagine di copertina: elaborazione grafica da Zubova AV et al, PLOS One (2026). Licenza: CC BY 4.0
Quando pensiamo alla medicina, la immaginiamo come una pratica relativamente recente (almeno quella che funziona) e appannaggio solo della nostra specie. Ma la ricerca del benessere, o, per lo meno, il tentativo di alleviare il dolore o combattere una malattia è qualcosa di molto più antico e molto più diffuso anche negli animali non umani di quanto siamo disposti ad ammettere.