fbpx Uno strano anello galattico | Scienza in rete

Uno strano anello galattico

Read time: 1 min

I sensori infrarossi dell'osservatorio spaziale Herschel hanno individuato una strana struttura ad anello del diametro di circa 600 anni luce nella regione centrale della nostra Galassia.

Della struttura, la cui massa viene valutata in circa 30 milioni di masse solari, erano finora conosciute solamente limitate porzioni e solo la notevole capacità osservativa di Herschel ha permesso di ricostruire interamente l'anello. La conferma che si trattasse di una struttura omogenea è giunta poi dalle misurazioni del Nobeyama Radio Observatory in Giappone, che hanno mostrato come il movimento dell'anello fosse omogeneo rispetto a quello della Via Lattea.

Nello studio che annuncia la scoperta, pubblicato su Astrophysical Journal Letters, si ricostruisce anche la possibile struttura dell'anello che, probabilmente deformato dall'azione gravitazionale della Galassia, visto da Terra presenta un aspetto molto simile al simbolo matematico dell'infinito. Secondo Sergio Molinari (Istituto di Fisica spaziale di Roma) – primo autore dello studio – e i suoi collaboratori la struttura sembrerebbe occupare un'orbita stabile nel potenziale gravitazionale galattico, ma resterebbe comunque da chiarire come mai il centro dell'anello non coincida affatto con quello della Via Lattea.

NASA - Research paper

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

La ricerca e l'innovazione dell'IA in mano a oligopoli privati: l’allarme e le soluzioni

L`intelligenza artificiale va regolamentata prima che si affermino forme di oligopolio, o persino di monopolio, capaci controllare l`accesso alle informazioni e la produzione di nuove conoscenze: per questo serve un grande centro di ricerca pubblico che oggi può essere realizzato solo in Europa. Lo afferma il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno ⁠ "Ricerca e democrazia nell`epoca delle Big Tech" ⁠ organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica il 14 maggio presso la sede del CNR a Roma, in collaborazione con Scienza in rete. Il dossier presentato dall'associazione sostiene con dati i rischi posti da un predominio economico schiacciante esercitato da poche aziende che valgono quanto il PIL degli USA, e che stanno condizionando profondamente anche l'ecosistema della ricerca scientifica, sempre meno aperto e controllato dalla comunità di riferimento. Nell'immagine Giorgio Parisi, foto di Luca Carra.

Sei aziende (NVIDIA, Alphabet, Apple, Microsoft, Amazon e Meta) valgono oggi circa 22.000 miliardi di dollari, tre quarti del PIL degli Stati Uniti. Nel solo 2026 spenderanno in infrastrutture digitali tra 660 e 725 miliardi di dollari, circa tre volte e mezzo il bilancio federale americano per tutta la ricerca civile.