fbpx La Tavola periodica cresce ancora | Scienza in rete

La Tavola periodica cresce ancora

Read time: 1 min

Nei giorni scorsi una commissione internazionale ha ufficialmente stabilito di aggiungere alla Tavola periodica gli elementi numero 114 e 116.

Per il momento non hanno ancora ricevuto un nome e dunque verranno chiamati ununquadium e ununhexium, termini derivati direttamente dal loro numero atomico, ma ben presto anche a questa mancanza verrà posto rimedio.
Entrambi i nuovi elementi hanno vita estremamente breve: il 114, infatti, rimane in vita solamente per circa un secondo, mentre il 116 decade ancora più rapidamente e la sua esistenza dura pochi millisecondi soltanto. La loro scoperta è frutto della collaborazione tra un laboratorio russo (Institute for Nuclear Research di Dubna) e uno statunitense (Lawrence Livermore in California) i cui ricercatori, in delicati esperimenti condotti tra il 2004 e il 2006, hanno bombardato con ioni di calcio atomi di plutonio e curio.

L'ultimo elemento ad essere aggiunto alla Tavola periodica è stato, due anni fa, il numero 112, al quale venne poi assegnato il nome di Copernicium in onore dell'astronomo Nicolaus Copernicus. In attesa di ulteriori conferme sperimentali indispensabili per la loro definitiva catalogazione vi sono ancora gli elementi 113, 115 e 118.

New Scientist - Pure and Applied Chemistry

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Chimica

prossimo articolo

La strada giusta da prendere per l’energia

modellino con pannello solare e pale eoliche

Al bivio evocato da Robert Frost, l’Italia che non sceglie fa già una scelta: il 2025 segna una frenata nella transizione energetica, mentre crescono emissioni e dipendenza dall’estero. Tra crisi climatica e tensioni geopolitiche, continuare così significa aumentare costi e rischi. L’alternativa esiste: richiede però decisioni rapide e strutturali, prima che la strada “non presa” diventi impraticabile.

Improvvisamente la strada che stiamo percorrendo si biforca. Dobbiamo scegliere tra due strade: The road not taken, la strada non presa, la celebre poesia di Robert Frost, pone di fronte all’importanza e all’irreversibilità delle scelte compiute. È una metafora della vita di ciascuno di noi. Quante volte ci siamo detti «chissà se in quel momento avessi deciso diversamente». Ma oggi è la metafora di una scelta importante e non rinviabile che deve compiere il nostro Paese.