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Anticorpi attraverso la barriera

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Anticorpi prodotti con l’ingegneria genetica riescono a superare la barriera ematoencefalica e a inibire in maniera massiccia la produzione di beta amiloide nel cervello,  ponendo così le basi per lo sviluppo di nuove terapie contro l’Alzheimer. Sono stati i ricercatori della Genentech, società sita a San Francisco, in California a dare la notizia, riportata in questi giorni su Nature online e pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine. L’anticorpo è stato costruito in modo da legarsi a due bersagli molecolari diversi. Il primo è la beta secretasi-1, una molecola utilizzata come bersaglio da numerosi farmaci per la cura dell’Alzheimer perché ha un ruolo importante nella sintesi dell’amiloide. Il secondo è il recettore della transferrina, che attiva un canale molecolare responsabile dell’ingresso del ferro nel sistema nervoso centrale. Legandosi a questo recettore, l’anticorpo riesce a superare la barriera ematoencefalica, un ostacolo per tutte le terapie mirate al sistema nervoso centrale, e riesce a colpire la beta secretasi 1, inibendo la produzione di amiloide. A un giorno dall’iniezione di una singola dose di anticorpo, le concentrazioni cerebrali di beta amiloide in topi affetti da Alzheimer sono diminuite del 47 per cento rispetto ai valori iniziali.

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Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).