fbpx Dati col laser in poppa | Scienza in rete

Dati col laser in poppa

Read time: 1 min

Un team di ricercatori è riuscito a trasmettere dati tra due computer alla velocità record di 26 terabits al secondo. In un solo secondo, cioè, è stato trasmesso e correttamente decodificato l'equivalente di 700 DVD.

Il team, coordinato da Jürg Leuthold (Karlsruhe Institute of Technology), non è nuovo a simili record dato che solo un anno fa aveva abbattuto il muro dei 10 terabits al secondo. La nuova incredibile prestazione, effettuata utilizzando un singolo raggio laser e due computer distanti 50 chilometri, è stata annunciata nell'ultimo numero di Nature Photonics.

Il successo è dovuto a un nuovo processo di decodifica che nella sua parte iniziale è puramente ottico. Questo approccio consente di intervenire sull'elevato flusso di dati trasportato dal raggio laser spezzettandolo in unità con un flusso di bit inferiore, dunque gestibile con processi elettronici.

Riuscire a velocizzare il flusso di dati è una vera manna dal cielo per un Internet sempre più trafficato. Sarebbe la carta vincente soprattutto per la trasmissione di dati video, processi che assorbono una bella fetta della banda disponibile e necessitano di flussi dati estremamente elevati.

Karlsruhe Institute of Technology

Autori: 
Sezioni: 
Computer

prossimo articolo

Dare voce alle emozioni: il ruolo inatteso dell’IA

sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?