fbpx Anche le iPS danno rigetto | Page 2 | Scienza in rete

Anche le iPS danno rigetto

Read time: 1 min

Uno studio pubblicato in questi giorni su Nature fa vacillare uno dei punti di forza delle cellule staminali pluripotenti indotte (iPS), cioè la loro provenienza: estratte dalla pelle dell’individuo in cui verranno impiantate, non sono elementi estranei all’organismo che le ospiterà. Ora però ricercatori della Università della California a San Diego hanno dimostrato che anch’esse, pur provenendo da individui geneticamente identici, possono suscitare una risposta immunitaria, simile al fenomeno del rigetto che si verifica in caso di trapianto d’organo.

Quando i ricercatori hanno impiantato cellule staminali pluripotenti indotte (iPS)  in topi inbred dello stesso ceppo di quelli da cui provenivano le cellule, il sistema immunitario ha risposto riconoscendo come estranee le nuove arrivate e le ha attaccate, diversamente da ciò che accadeva con le staminali embrionali.

Secondo Yang Xu, che ha coordinato lo studio, quanto osservato sarebbe da ricondurre al fatto che il processo di riprogrammazione cellulare, grazie al quale si ottengono iPS, è incompleto. Ma numerosi laboratori stanno lavorando per migliorare queste tecniche.

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Staminali

prossimo articolo

Partecipa alla ricerca su chiocciole e lumache in città con un CLIC!

Esemplare di chiocciola Xerotricha conspurcata ripresa a distanza ravvicinata su una mano

Il progetto di citizen science CLIC! Chiocciole Lumache in Città, promosso dal Museo di Storia Naturale dell’Accademia dei Fisiocritici in collaborazione con l’Università di Siena e NBFC, vuole dimostrare come la scienza partecipata possa cambiare il nostro sguardo verso animali spesso poco considerati o ritenuti dannosi per l’agricoltura. Nato nel 2020 e diffuso su scala nazionale, CLIC! chiede la collaborazione dei cittadini per monitorare la distribuzione delle specie di molluschi terrestri in città, individuare popolazioni non ancora note e studiare altri fenomeni interessanti.

Nell'immagine, esemplare di Xerotricha conspurcata (foto di Tommaso De Lorenzi).

Quante volte ci capita di vedere una chiocciola su un cartello stradale, immobile sotto il sole estivo, chiedendoci da dove sia arrivata e come faccia a resistere alle alte temperature? Altre volte, invece, capita di non vederle affatto: ce ne accorgiamo solo troppo tardi, tornando a casa la sera, quando un passo distratto produce un suono secco sotto la scarpa.