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Il futuro delle rinnovabili

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Diffuso nei giorni scorsi dall'IPCC il rapporto dedicato alle energie rinnovabili e alla mitigazione dei cambiamenti climatici: l'obiettivo che entro il 2050 l'energia prodotta provenga per l'80% da fonti rinnovabili è alla nostra portata.

Il documento Special Report on Renewable Energy Sources and Climate Change Mitigation (SRREN) presentato il 9 maggio ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) è stato approvato da tutti i Paesi membri dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ed è frutto del lavoro di un team internazionale di oltre 120 ricercatori. Gli esperti hanno attentamente esaminato l'attuale penetrazione delle tecnologie impiegate per sei fonti energetiche rinnovabili (bioenergia, energia solare, energia geotermica, energia eolica, energia oceanica ed energia idroelettrica), il loro potenziale sviluppo nei prossimi decenni e il potenziale impatto ambientale, sociale ed economico.

La conclusione suggerita dallo SRREN dopo aver esaminando molteplici scenari è che esiste la concreta possibilità che entro la metà di questo secolo una cospicua parte del fabbisogno energetico (valutata molto prossima all'80%) possa essere coperta con energie rinnovabili. Un traguardo che qualcuno giudicherà esagerato, ma che gli esperti IPCC ritengono raggiungibile purché sia sostenuto da opportune e oculate decisioni economiche e politiche. Una parziale conferma, secondo gli estensori del Report, viene dai dati relativi alla crescita di fonti rinnovabili nel 2009 nonostante le sfide che l'economia di tutto il mondo ha dovuto affrontare. L'eolico è cresciuto del 30%, il fotovoltaico di oltre il 50%, il geotermico e l'idroelettrico di circa il 4%, il solare per il riscaldamento dell'acqua di oltre il 20% e la produzione di etanolo è cresciuta del 10% mentre quella di biodiesel del 9%.

L'analisi davvero approfondita che ha caratterizzato uno dei 160 scenari ha messo in luce che attualmente per le rinnovabili viene impiegato meno del 2,5% del potenziale tecnico disponibile in tutto il mondo. In altre parole, oltre il 97% del potenziale globale non viene sfruttato, un dato che sottolinea come non si possa certo invocare quale ostacolo alla diffusione delle fonti rinnovabili la loro scarsa disponibilità.

In una nota stampa anche il nostro Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha elogiato la qualità del Report IPCC. Domenico Gaudioso, revisore del documento per l'Italia e responsabile del servizio Atmosfera e clima dell'ISPRA, ha sottolineato come il documento sia davvero innovativo “non tanto per le stime quantitative, quanto perché contiene una valutazione complessiva delle fonti rinnovabili dal punto di vista del loro potenziale, della fattibilità tecnica ed economica, degli impatti sociali e ambientali e delle politiche per raggiungere gli obiettivi”.

IPCC - Climascienza

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