fbpx Celle a idrogeno meno care | Page 3 | Scienza in rete

Celle a idrogeno meno care

Read time: 1 min

Ricercatori del LANL hanno sviluppato celle a idrogeno nelle quali i catalizzatori vengono realizzati non con il platino ma con materiali meno costosi.

Gang Wu (Los Alamos National Laboratory) e collaboratori hanno pubblicato su Science uno studio in cui presentano una tecnologia alternativa in grado di abbassare notevolmente i costi per la realizzazione delle celle a idrogeno. Questi dispositivi vengono solitamente realizzati impiegando il platino quale catalizzatore dell'ossigeno ed è soprattutto questa scelta che contribuisce a rendere molto costoso il dispositivo. Al posto del platino, i ricercatori hanno impiegato carbonio, ferro e cobalto ottenendo una produzione di energia paragonabile a quella delle celle più costose.

Le nuove celle, oltre ad avere un costo decisamente inferiore, sono più resistenti ai cicli di accensione e spegnimento e hanno anche il vantaggio di sintetizzare meno perossido di idrogeno (acqua ossigenata), un indesiderato prodotto delle reazioni che avvengono nella cella. Dato che la sua presenza indica scarsa efficienza del dispositivo, le celle del team di Wu si mostrano dunque più efficienti.

Con occhio attento ai risvolti commerciali, i ricercatori hanno pensato bene di presentare richiesta di brevetto per la promettente tecnologia.

Los Alamos National Laboratory

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Energia

prossimo articolo

Capitalismo, il grande assente nel dibattito sul declassamento del lupo

lupo su sfondo geometrico

Il declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta" in Italia ha riacceso uno scontro noto tra tutela della fauna e difesa delle attività zootecniche. Ma ridurre il conflitto a una questione ecologica o gestionale rischia di oscurarne le radici profonde: predazioni e convivenza si intrecciano infatti con trasformazioni economiche, politiche agricole e crisi delle aree rurali. Il conflitto sul lupo richiede in realtà di ragionare sul modello agroalimentare dominante e immaginare nuove forme di coesistenza tra umani e non-umani.

In Italia, il 2026 si è aperto con uno storico decreto sul declassamento del lupo, da specie «rigorosamente protetta» a «protetta» – come già successo a livello europeo nel 2025. Il cambiamento si basa sulla necessità di gestire il crescente conflitto tra lupi e attività umane, con l'espansione di questo predatore in Italia ed Europa negli ultimi decenni.