fbpx Le spine del pene e altre mutazioni | Page 15 | Scienza in rete

Le spine del pene e altre mutazioni

Read time: 1 min

Dall'analisi del genoma umano emergerebbero centinaia di cancellature genetiche che avrebbero segnato il percorso della nostra evoluzione, dotandoci tra l'altro di un cervello più grande e decretando la scomparsa delle spine del pene.

Nello studio, pubblicato su Nature, Cory McLean (Stanford University) e collaboratori hanno messo a confronto il genoma umano con quello degli scimpanzé e di altre specie esaminando le differenze. Sono emerse almeno 510 situazioni in cui la trascrizione del DNA nell'uomo ha subito cancellature, mentre nelle altre specie è stata estremamente accurata, conservando dunque caratteristiche delle quali nell'essere umano non v'è più traccia.

Queste cattive trascrizioni non avrebbero compromesso la funzione complessiva del gene, ma avrebbero comunque introdotto mutamenti significativi. Uno di questi, per esempio, avrebbe permesso al tessuto cerebrale di espandersi, aprendo la strada alla possibilità per il cervello umano di incrementare le proprie dimensioni. Un'altra mutazione avrebbe fatto sparire le vibrisse dal volto dei nostri lontani antenati e ci avrebbe anche lasciato in eredità un pene senza spine, privo cioè di quelle piccole formazioni di cheratina che caratterizzano l'organo in molte specie.
Il team sta ora provando a ricreare queste cancellature nei topi per vedere se quelle rimozioni danno effettivamente luogo agli effetti loro attribuiti.

The Scientist

Autori: 
Sezioni: 
Evoluzione

prossimo articolo

Parità a parole, divario nei fatti: il peso della maternità

uomo in alto e donna con figli in basso

A parole la parità è un valore condiviso, ma nei fatti la genitorialità continua a pesare in modo asimmetrico. Analisi su larga scala mostrano che le madri vedono ridursi redditi, produttività e opportunità di carriera, mentre i padri mantengono percorsi lineari. Anche dove esistono politiche di sostegno, il carico familiare resta sbilanciato. Insomma, il cambiamento culturale è ancora incompiuto.

Immagine di copertina elaborata con ChatGPT

Una decina di anni fa, preparando una conferenza sulle difficoltà incontrate dalle donne nelle loro carriere, sia in ambito industriale sia in ambito accademico, avevo trovato molte ricerche fatte in diverse nazioni del mondo che portavano tutte alla stessa ineluttabile conclusione: i figli fanno male alle carriere delle loro mamme. Per contro, le carriere dei papà non sembrano essere compromesse, anzi.