fbpx Pianeti a iosa | Scienza in rete

Pianeti a iosa

Read time: 2 mins

Dai primi dati raccolti dalla missione Kepler e presentati alla Conferenza annuale dell'AAAS emerge che in giro per la Via Lattea ci possano essere almeno 50 miliardi di pianeti.

Un numero impressionante, davvero oltre ogni più rosea immaginazione. Ma quel che desta più scalpore è che almeno mezzo miliardo di essi si trovano alla distanza ideale dalla loro stella – né troppo vicino né troppo lontano – affinché la vita abbia modo di prosperare. E' quanto emerge dalle considerazioni di William Borucki, responsabile del progetto Kepler, che a Washington ha presentato i dati dei primi quattro mesi di attività (dal maggio al settembre 2009) dell'osservatorio orbitante che si dedica alla caccia di pianeti extrasolari. Sotto l'occhio vigile di Kepler sono finora caduti 1235 candidati pianeti, 54 dei quali orbitano nella cosiddetta fascia di abitabilità.

Inevitabile provare a proiettare la statistica all'intera nostra Galassia. Secondo Borucki una stella su due avrebbe un sistema planetario e per una su 200 ci sarebbero pianeti nella fascia di abitabilità. Ipotizzando dunque che le stelle della Via Lattea siano 100 miliardi, ne viene che 50 miliardi di esse possano ospitare un sistema planetario e 500 milioni di questi sistemi contengano un pianeta potenzialmente idoneo (come distanza dalla sua stella) a ospitare la vita.

Se qualcuno, leggendo questi numeri, già fantastica orde di ET dietro l'angolo, sappia che i numeri potrebbero salire ulteriormente. Le stime più recenti, infatti, indicano che le stelle della Via Lattea sarebbero tre volte più numerose. Obbligatorio, però, provare anche a porci la fatidica domanda di Enrico Fermi: dove sono tutti quanti?

adn.com - NASA

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Palantir e il governo dei dati: come gli algoritmi ridefiniscono la realtà

L’azienda statunitense, finita al centro della cronaca per il suo ruolo nelle operazioni dell’ICE e nelle azioni militari statunitensi in Medio Oriente, è nota per sviluppare in modo innovativo tecnologie per l’integrazione, l’analisi e la visualizzazione di grandi quantità di dati. Le sue piattaforme, utilizzate da imprese, governi e apparati di sicurezza, influenzano in modo sempre più decisivo il modo in cui conosciamo e agiamo nella realtà.

Nel Timeo, Platone si interroga sull’origine dell’Universo. Secondo un modus philosophandi tipico del filosofo ateniese, per spiegare la realtà viene congegnato un mito, verosimile, che ha al suo centro la figura del demiurgo.

Il demiurgo è una sorta di Dio benevolo che prende la materia informe e disordinata (la sostanza) e, ispirandosi alle idee perfette e incorruttibili (la forma), la modella a loro immagine, dando corpo e struttura a un cosmo ordinato.