Presentata a Verona per la prima volta
la simulazione di un intervento al cervello assistito da Robocast, il
sistema robotico progettato per assistere e guidare il neurochirurgo
nel corso dell'intervento.
L'ambizioso progetto – cofinanziato
con circa 3 milioni e mezzo di euro dalla Commissione Europea – è
iniziato ufficialmente tre anni fa e ha visto la partecipazione di
numerose istituzioni italiane e internazionali. Oltre al Dipartimento
di Bioingegneria del Politecnico di Milano, il Dipartimento di
Scienze neurologiche dell'Università di Verona, l'Azienda
Ospedaliera Universitaria di Verona, l'Università di Siena e
l'azienda Cf Consulting, infatti, hanno dato il loro contributo anche
l'Imperial College di Londra, la Hebrew University di Gerusalemme, il
Dipartimento di Scienza dell'informazione dell'Università di Monaco
e l'Istituto di tecnologia di Karlsruhe.
L'obiettivo era quello di ideare un
sistema computerizzato che guidasse il neurochirurgo negli interventi
di chirurgia cerebrale poco invasiva di tipo keyhole, cioè
eseguiti attraverso un foro praticato nel cranio. Grazie a Robocast –
questo il nome del sistema robotico – il chirurgo pilota con
estrema accuratezza una sonda percependo nel contempo la sua forza di
penetrazione, condizione indispensabile per stimare il tessuto
attraversato.
Grazie al sofware di pianificazione
intelligente del sistema, il chirurgo può scegliere la traiettoria
più vantaggiosa evitando i potenziali rischi operatori.
L'accuratezza del movimento viene garantita dal sistema di controllo,
in grado di gestire errori inferiori al millimetro.
Numerose le patologie che possono
essere diagnosticate e curate grazie a Robocast. Si va dai tumori
cerebrali all'epilessia, dalla sindrome di Tourette a sindromi
funzionali quale ad esempio la cefalea a grappolo.
Un robot per la neurochirurgia
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Dall’articolo 32 della Costituzione italiana all’articolo 72 della Costituzione cubana, il diritto universale alla salute rappresenta il terreno comune su cui Italia e Cuba hanno costruito, pur in contesti politici ed economici profondamente diversi, modelli di assistenza fondati sulle cure primarie, sulla prevenzione e sulla prossimità. Modelli che, tra ritardi e criticità attuali, portano a riflettere su come la tutela della salute resti uno dei più importanti indicatori di civiltà, giustizia sociale e qualità della democrazia.
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Immagine di copertina realizzata con ChatGPT
Il comma 1 dell’articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana sancisce che: la salute è un diritto fondamentale e collettivo, la Repubblica garantisce l’accesso alle cure; il diritto alla salute non può essere trasferito o ceduto: è inalienabile e irrinunciabile; è un diritto universale, spetta a tutti, senza discriminazioni; è un diritto soggettivo del singolo individuo; è irriducibile ed essenziale.