fbpx Una stasi nell'evoluzione | Scienza in rete

Una stasi nell'evoluzione

Primary tabs

Read time: 1 min

Le caratteristiche generali individuate in un insetto fossile risalente a 100 milioni di anni fa non sono poi così differenti da quelle dei suoi discendenti che vivono ai nostri giorni.
Lo studio del fossile di uno Schizodactylidae – noto anche come grillo dalle grandi zampe – condotto dal team di Sam Heads (Illinois Natural History Survey) e pubblicato su ZooKeys non solo ha chiarito una erronea classificazione di un fossile simile, ma ha messo in luce anche un elemento più interessante. E' infatti emerso come il cammino evolutivo di questo insetto appartenente alla famiglia degli ortotteri sembra si sia fermato al Periodo Cretaceo Inferiore. Il fossile, scoperto in Brasile, mostra alcune differenze con i suoi attuali discendenti – insetti carnivori che vivono nell'Asia meridionale, nell'Indocina settentrionale e in Africa – ma le caratteristiche generali non sono affatto mutate. Secondo Heads ci troviamo in presenza di una sorta di stasi evolutiva che dura da almeno 100 milioni di anni.

Non sembrano cambiate neppure le preferenze in fatto di habitat. All'epoca in cui quell'insetto fossile zompettava in cerca di prede, la regione del Brasile in cui è stato ritrovato era caratterizzata da un clima arido o semi-arido di tipo monsonico. Proprio come le regioni nelle quali attualmente è diffuso.

University of Illinois

Autori: 
Sezioni: 
Paleontologia

prossimo articolo

Per il grafene è la volta buona di rivoluzionare il mondo?

grafene

Il grafene, il “materiale miracoloso”, prometteva di rivoluzionare il mondo e cambiare per sempre le nostre vite, ma dopo più di vent’anni dalla sua scoperta c’è chi inizia a chiedersi: che fine ha fatto?

Circa quindici anni fa, nella sala d’attesa del dentista, lessi su una rivista scientifica di un nuovo materiale, uno come non se ne erano mai sentiti prima: estremamente flessibile ma più resistente dell’acciaio, conduceva l’elettricità e il calore meglio dei metalli, mostrava fenomeni quantistici rari (nello specifico i suoi elettroni si comportavano come fossero stati privi di massa). E la lista potrebbe continuare a lungo.