Probabilmente risolta la
diatriba su come il Tyrannosaurus rex si procacciasse il cibo:
uno studio dimostra che il suo ruolo doveva essere necessariamente
quello del cacciatore.
Il problema era stato in
precedenza affrontato basandosi unicamente sulle caratteristiche
morfologiche del gigantesco dinosauro, ma secondo Chris Carbone
(Zoological Society of London) e i suoi collaboratori non era la
modalità corretta. Aquile e avvoltoi, per esempio, hanno morfologia
molto simile, ma mentre le prime sono abili cacciatrici, i secondi
sono sostanzialmente animali spazzini.
Per analizzare il
problema, i ricercatori hanno utilizzato un modello ecologico basato
sulle relazioni che governano i comportamenti dei predatori nella
riserva del Serengeti. L'intento era quello di verificare se la
strategia di animale spazzino potesse essere efficace per il T-Rex.
Dallo studio, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences,
è emerso che, ricorrendo solo alle carcasse, il famelico dinosauro
non avrebbe avuto di che sostenersi, di gran lunga surclassato in una
simile ricerca dai dinosauri più piccoli.
Secondo Carbone, insomma,
se T-Rex voleva pranzare doveva per forza fare il cacciatore, proprio
come i grandi mammiferi carnivori dei moderni ecosistemi.
T-Rex cacciatore, non spazzino
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Farmaci sotto pressione: la crisi parte dallo Stretto di Hormuz

Principi attivi sintetizzati in Asia, elio (necessario per le risonanze magnetiche) importato dal Qatar, rotte bloccate nello Stretto di Hormuz: la crisi in Medio Oriente mostra quanto la filiera produttiva europea dei farmaci dipenda strutturalmente, e su più livelli, dai combustibili fossili e si regga su equilibri geografici fragili. Crediti immagine: Goran tek-en, CC BY-SA 4.0
Di solito, non ci chiediamo da dove vengano i farmaci. Quando ingeriamo con un sorso d'acqua una pillola di antibiotico, come l’amoxicillina, non viene immediato chiederci come quella capsula sia arrivata a casa nostra. La prendiamo per curare una cistite o un mal di gola di origini batteriche, spesso senza pensare che, prima ancora di essere nel suo blister e spedita sugli scaffali delle farmacie, ha già affrontato un processo fatto di viaggi lunghi e numerosi intermediari.