fbpx Amigdala sociale | Page 3 | Scienza in rete

Amigdala sociale

Read time: 1 min

In un recente incontro pubblico, il genetista Luca Cavalli Sforza ha affermato che i normali individui della specie umana hanno un limite di relazioni sociali, che si possono desumere analizzando le loro rubriche telefoniche, che si aggira intorno alle 500 persone. Ora uno studio statunitense pubblicato su Nature Neuroscience individua nell'amigdala, struttura "antica" e profonda del cervello, la sede della complessità delle relazioni sociali degli individui. Più è grande l'amigdala, più ricco e differenziato il carnet delle proprie relazioni.
I ricercatori del Massachusets General Hospital e dell'Harvard Medical School di Boston hanno misurato la complessità delle relazioni sociali di un gruppo di soggetti chiedendo loro quanti contatti regolari avevano con altre persone e a quali gruppi sociali questi contatti appartenessero. Le stesse persone sono state sottoposte a risonanza magnetica nucleare per misurare le dimensioni dell'amigdala, che in effetti è risultata più grande nelle persone con reti sociali più complesse. Nessuna relazione invece è stata trovata con un'altra struttura celebrale, l'ippocampo. 

"Neuroscience: Social networks in the amygdala" Nature Neuroscience. DOI: 10.1038/nn.2724

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

puzzle incompleto con simboli scientifici

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa.

Immagine di copertina creata con ChatGPT

Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.