In un recente incontro pubblico, il genetista Luca Cavalli Sforza ha affermato che i normali individui della specie umana hanno un limite di relazioni sociali, che si possono desumere analizzando le loro rubriche telefoniche, che si aggira intorno alle 500 persone. Ora uno studio statunitense pubblicato su Nature Neuroscience individua nell'amigdala, struttura "antica" e profonda del cervello, la sede della complessità delle relazioni sociali degli individui. Più è grande l'amigdala, più ricco e differenziato il carnet delle proprie relazioni.
I ricercatori del MassachusetsGeneral Hospital e dell'Harvard Medical School di Boston hanno misurato la complessità delle relazioni sociali di un gruppo di soggetti chiedendo loro quanti contatti regolari avevano con altre persone e a quali gruppi sociali questi contatti appartenessero. Le stesse persone sono state sottoposte a risonanza magnetica nucleare per misurare le dimensioni dell'amigdala, che in effetti è risultata più grande nelle persone con reti sociali più complesse. Nessuna relazione invece è stata trovata con un'altra struttura celebrale, l'ippocampo.
Amigdala sociale
Autori:
di Luca Carra
Sezioni:
Neuroscienze
prossimo articolo
L’intelligenza artificiale come progetto umano. Intervista a Luciano Floridi
L’intelligenza artificiale non è un destino, un’imposizione o una promessa, ma uno strumento che possiamo attivamente progettare, governare e orientare. Luciano Floridi, professore universitario a Yale e all’Università di Bologna e pioniere della moderna branca della filosofia dell’informazione, riflette su design, controllo ed etica dell’AI. Offrendo non speculazioni cavillose, ma questioni concrete. Non mondi (im)possibili, ma il mondo di oggi e domani. Non “dove andremo a finire”, ma “dove vogliamo andare”.
